L’origine degli aborigeni australiani
Inizialmente i ricercatori, che stavano cercando una risposta alle origini della popolazione aborigena d'Australia, hanno confrontato le caratteristiche fisiche e culturali degli aborigeni con quelle di altre popolazioni indigene. Le somiglianze (aspetto del volto, colore della pelle e costumi sociali) trovate in questo modo hanno suggerito che gli aborigeni fossero arrivati da Africa o India o dall'Asia o da tutte queste regioni. Oggi, invece, si ritiene che tali somiglianze non siano altro che il risultato dell'adattamento ad ambienti simili. Il colore scuro della pelle non vuole necessariamente dire che queste popolazioni siano collegate ma che semplicemente si sono adattate allo stesso ambiente caldo e con tanto sole.
Il dibattito sulle origini degli aborigeni è attualmente concentrato sul confronto tra scheletri fossili dall'Australia e dall'Asia. L'Asia sembra il più probabile luogo di origine. Alcune teorie collegano i primi australiani con gli antichi abitanti di Java, Sarawak e la Cina meridionale. Tuttavia la limitata disponibilità di fossili databili rende impossibile stabilie l'origine con sufficiente precisione.
E' certo che sono arrivati via mare . Nelle passate epoche glaciali, quando il livello del mare era molto più basso di oggi, la distanza che doveva essere attraversata tra Australia ed Asia era relativamente breve. Tuttavia una traversata di almeno 65 km doveva comunque essere effettuata. Poiché barche avanzate erano sconosciute, sembra che l'Australia sia stata occupata come risultato di una scoperta fortuita piuttosto che per una deliberata migrazione. Quale che sia la verità, i primi colonizzatori hanno preso parte al prima viaggio via mare della storia.
Quando gli aborigeni arrivarono in Australia? Per molti anni si era pensato che la colonizzazione fosse avvenuta 40000 anni fa. Poi, nel 1990, depositi in un sito nela regione settentrionale, furono datati tra i 50000 e i 60000 anni b.p. Questo sito è chiamato Malakunanja II ed è situato vicino a Ja Billabong, appena fuori dalla strada tra Jabiru e Ubirr Rock nel Kakadu National Park. E' un basso rifugio di pietra con scolorite pitture sulla parete sovrastante. Gli strati sul pavimento del rifugio sono stati datati con la termoluminescenza tra i 52000 e i 61000 anni b.f. L'occupazione umana sembra essere cominciata sulla sabbia sterile alla profondità di 2.6 metri sotto la superficie terrestre. Si tratta del più antico sito localizzato in Australia.
Le evidenze archeologiche ottenute da alcuni siti mostrano che l'interno del continente è stato colonizzato 13000 anni fa e che alcune delle zone attualmente desertiche erano occupate più di 20000 anni fa. Il sito più antico nell'Australia Centrale è il rifugio di pietra di Puritjarra, che si trova vicino alla sola acqua permanente delle Cleland Hills, 320 km ovest di AS, e che fu usata per la prima volta 22000 anni fa. A quell'epoca l'Australia era nella stretta di un'epoca glaciale e l'interno stava diventando arido. Dai 18000 anni fa, all'altezza del periodo glaciale, il clima dell'Australia Centrale era ancora più secco di quanto sia oggi e ampie zone erano inabitabili. Essendo improbabile che queste popolazioni si siano trasferite nel Centro durante questo periodo, la regione era probabilmente stata colonizzata durante un precedente periodo, quando i laghi erano diffusi. Questo periodo si estende per 25000 anni, un periodo ampio per potersi ben stabilire in queste zone attualmente aride. Tuttavia la crescente aridità avrebbe obbligato la gente a spostarsi in zone più ricche d'acqua, come quella intorno a Puritjarra, dove un piccolo numero di persone potrebbero essere sopravvissute fino a che l'ambiente umano non migliorò in tempi relativamente brevi.
Ricerche recenti hanno mostrato che geneticamente gli aborigeni dell'Australia Centrale sono distinti da quelli delle zone più settentrionali, che potrebbero avere avuto maggiore influenza esterna. Infatti sembra essere mancato completamente un flusso genetico dal nord al centro. Questo non significa che l'Australia sia stata popolata da diverse razze ma che, forse in risposta a condizioni più difficili, gli abitanti del centro sono rimasti isolati per un lungo periodo. Si ritiene che gli Aranda e gli altri gruppi delle zone centrali siano discendenti diretti dell'antica popolazione che per prima occupò questa regione 22000 anni fa.
Vivendo in zone desertiche con poche piogge, poche risorse d'acqua ed elevate temperature, queste popolazioni si sono adattate all'ambiente in modo pressoché unico.
Alcuni gruppi, come i Pintubi del Western Desert, vivevano vicini ai limiti della resistenza umana. La stretta affinità con la terra permise la sopravvivenza per migliaia di anni. Quando i primi coloni bianchi arrivarono nel centro, le condizioni di vita degli aborigeni erano estremamente variabili. Le meglio bagnate MacDonnell Ranges intorno ad AS supportavano una popolazione relativamente densa, con circa 1 persona ogni 13 Km2. Al contrario l popolo Pintubi aveva una popolazione stimata di 1 anbitante ogni 200 Km2.
Come altri aborigeni, i popoli erano cacciatori-raccoglitori, e si muovevano di posto in posto alla ricerca di cibo e acqua. Ogni gruppo aveva il suo territorio coi confini ricordati nelle leggende, canzoni, danze e arte di varia forma. Sapevano dove trovare cibo e acqua secondo la stagione. Usavano il fuoco a proprio vantaggio. Bruciavano spesso ampie zone di foresta per cacciare piccoli animali, per favorire la crescita delle piante, per attirare animali erbivori come canguri e wallaby e per favorire lo sviluppo di nuove piante commestibili. Per gran parte del tempo gli aborigeni vivevano in piccoli gruppi familiari, che si trovavano insieme in occasione delle cerimonie religiose. Nella ricerca del cibo vigeva una stretta suddivisione dei compiti. Gli uomini cacciavano grandi animali, le donne e i bambini procuravano vegetali e piccoli animali.
I piccoli gruppi appartenevano a "clan" che a turno si associavano ad altri clan per formare grandi gruppi linguistici detti "tribù". I gruppi linguistici dell'Australia Centrale includono Warumungu, Alyawarre, Arrernte, Anmatyerre Kaytej, Walpiri, Luritjia, Pintubi e Pitjantjatjara, ai quali appartengono tra le 1500 e le 2000 persone. Nella dura campagna di sabbia (ovest) i gruppi erano molto più piccoli.
Gli aborigeni necessitavano di poco possesso materiale e il loro stile di vita aveva un impatto praticamente nullo sull'ambiente. I loro attrezzi erano essenziali con utensili di legno, pietre e ossa. Pellicce, tendini, peli, semi e fibre vegetali erano usate per indumenti e decorazioni. Le attività religiose e le cerimonie erano precedute da lunghi preparativi per gli ornamenti e le decorazioni. I materiali non ottenibili da un'area erano ottenuti grazie a scambi con altre comunità.
Lo stile di vita degli aborigeni era radicato e variò poco nelle generazioni fino all'arrivo dell'uomo bianco. Alla fine dello scorso secolo gli allevatori cominciarono ad impossessarsi delle aree migliori. Qualche volte permettevano agli aborigeni di rimanere in cambio di manodopera, ma piu’ spesso questi erano cacciati dalle loro terre tradizionali. I primi coloni bianchi avevano capito poco del concetto aborigeno di possedimento terreno e della loro organizzazione sociale. Gli aborigeni ritenevano che il loro tradizionale stile di vita non poteva convivere con animali introdotti come gli ovini. Occasionalmente gli aborigeni cercarono di difendere la loro proprietà, spesso sfociando nella violenza. Presto le comunità aborigene divennero sparpagliate e private dei loro terreni. Malattie a loro sconosciute ne ridussero il numero.
Il graduale stabilirsi delle missioni e i depositi di cibo del governo indussero molti ad abbandonare la vita nomade per una più sedentaria. Alcuni degli aborigeni attualmente in AS, su terreni di allevatori o in terre aborigene, sono forse la quarta generazione entrata in contatto con gli europei. Altri possono essere la prima generazione del proprio gruppo. In AS gli aborigeni conducono un ampia gamma di stili di vita che spesso si rispecchia nel luogo in cui vivono. Molti vivono in abitazioni suburbane, altri in abitazioni create ad hoc nel Special Purpose Leases (SPLs), entro i limiti della città. Le 14 SPLs intorno ad AS erano campi aborigeni situati vicino alla città, vicino alla terra tradizionale di ogni singolo gruppo.
Il Tangentyere Council fu stabilito per il controllo questi sviluppi. Il Council impiega un architetto per disegnare le abitazioni che soddisfino le esigenze degli aborigeni. Esso aiuta ad assegnare le case e fornisce riparo temporaneo durante la costruzione. Un servizio di sostegno aiuta le donne nel passaggio dai riapri tradizionali alle abitazioni occidentali.
Statisticamente gli aborigeni commettono gran parte delle infrazioni alla legge nel NT. Differenze culturali e di linguaggio rendono difficile agli aborigeni l'adattamento e alla comprensione del nuovo sistema legale. Il Central Australian Legal Aid Service fornisce presenza in tribunale, sostegno legale e referenze ad altre organizzazioni. Il CALAS ha lavorato anche per migliorare la conoscenza degli aborigeni delle altre colture, leggi, e lingguagi. Nel passato gli aborigeni avevano fornito grande aiuto alla polizia come battitori. Oggi sono invitati ad unirsi alla polizia quando questa collabora con le comunità aborigene.
Molte comunità aborigene fuori AS hanno una scuola elementare. Quelli che vogliono proseguire negli studi possono frequentare lo Yirara College ad AS. La scuola, per loro, non è però ancora obbligatoria. L'educazione degli adulti è promossa da programmi speciali dell'AS Community College e dall'Institute of Aboriginal Development che ha lo scopo di mettere in pratica le esigenze degli aborigeni, ne sostiene la leadership, ne aiuta lo sviluppo della vita di comunità e fornisce un'educazione trans-culturale tra aborigena e altre, fornisce allenamento nel self-management, linguaggio, interpretazione, alfabetismo e sviluppo della comunità.
Il "Land Right" è una questione centrale nel NT, per entrambe le comunità. L'Aborigenal Land Rights Act (NT, 1976) riconosce la speciale relazione tra gli aborigeni e la loro terra. Per loro questa relazione è senza tempo. Comicia prima del della nascita e prosegue dopo la morte. La proprietà di una terra non può essere portata via, venduta, persa o abbandonata. Sotto l'Act il titolo gratuito di proprietari era garantito agli aborigeni che potevano anche richiedere tutte le terre fuori dalle città, purché non fossero di proprietà di allevatori. L'Aborigenal Land Commissioner, un giudice della NT Supreme Court, decide se gli aborigeni hanno un legame con la terra tradizionale e geuino.
AS è la sede del Central Land Council, uno dei tre concili territoriali sotto questa legislazione. Il CLC opera per gli aborigeni in relazione con gli altri, come minatori, che vogliono usufruire di tere aborigene. Esso presenta e prepara richieste di terreni. I turisti che vogliono visitare zone aborigene necessitano del permesso della comunità interessata. AS è anche sede della comunità Pitjantjatjara nell'Australia Centrale, che occupa l'area del Western Desert, che attraversa i confini di SA, WA e NT.
Le malattie e le morti di aborigeni sono molte se confrontate con quelle degli altri australiani. Questo è attribuito alle povere condizioni di vita, al diverso concetto di cura della salute e all'inadeguatezza della medicina occidentale per il loro stile di vita. Il CA Aborigenal Congress (CAAC), fondato nel 1975 durante un incontro tra leader aborigeni, ha contribuito al controllo medico delle comunità nel NT e nel SA ed opera in una propria clinica ad AS. Il NT Department of Health insegna agli aborigeni il primo intervento e la medicina preventiva così che possano tornare alle loro comunità e lavorare coi rimedi tradizionali, assistere le sorelle e i dottori che visitano. L'Health Department conduce anche progetti per la salute dei bambini, migliorando la nutrizione e riducendo la mortalità infantile.
L'alcolismo è uno dei principali problemi che gli aborigeni devono affrontare oggi. I suoi effetti sulla piccola comunità aborigena sono spesso devastanti. Gli aborigeni del NT hanno potuto bere alcolici legalmente dal 1964, per cui non ci sono controlli sociali per questo problema moderno. Con una legge passata nel 1979 dalla NT House of Assembly, alcune comunità hanno bandito l'alcol rendendo un reato il suo consumo nelle comunità. Le organizzazioni aborigene sono attivamente impegnate nella ricerca di soluzioni per superare i problemi legati all'abuso di alcolici. Recenti iniziative comprendono la campagna "sconfiggi la sbornia" dei media e la creazione di pattuglie notturne.
Nonostante ci siano molti aborigeni disoccupati in centri come AS, molti altri trovano lavoro. Ad AS gli impieghi sono in organizzazioni aborigene, dipartimenti governativi e negozi. Ma una nuova era di autodeterminazione sta nascendo in CA. Più di 40 milioni di $ sono stati investiti in attività del CA da interessi aborigeni, a partire da metà degli anni '80. Ora condividono proprietà di ogni cosa, dai distributori d'auto a strutture turistiche a linee aeree. Possiedono anche 10 proprietà pastorali attraverso organizzazioni e land trust.
Anche la cultura aborigena contribuisce all'economia, grazie a sistemazioni, tour, prodotti artigianali, entrate nelle riserve e nei musei. Nel 1993 il valore delle vendite di arte aborigena e di souvenir a turisti internazionali è stata stimata di 46milioni di $, con un aumento del 50% dai 30 milioni di $ stimati nel 1990.
I guadagni aborigeni cominciano a girare nella regione, stimolando un'ulteriore crescita.
Il sostegno del Commonwealth agli aborigeni tramite organizzazioni, cittadinanze e concessioni, costituisce un ulteriore contributo all'economia dell'AC. Uno studio dell'Australian National University del 1989, "Abirigenal Economic development" ha stimato che circa un terzo dell'economia dell'AC deriva dalla comunità aborigena.
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Culture Aborigene d’Australia
Quando confrontate con altre popolazioni del mondo, le somiglianze tra le popolazioni aborigene le unisce tra loro. Anche le culture dei gruppi dello Stretto di Torres, coi loro aspetti esotici come il sistema di proprieta’ terriera “melanesiano”, hanno somiglianze significative.
Tuttavia e’ sbagliato pensare che ci sia una sola cultura aborigena, sia prima che dopo l’invasione europea. Le differenze sociali ed economiche tra le popolazioni aborigene riflettono le differenze nei rispettivi ambienti e continuano ad esserci radicali differenze tra le culture di gruppi costieri e delle zone interne. I primi gruppi, come quello di Kakadu, sono adattati alle fertili foreste e ai fiumi interni. Le genti delle aree interne, come quelle di Uluru, vivono tra le colline e i cespugli dell’interno, o viaggiano attraverso aree aride con occasionali disponibilita’ d’acqua.
Queste differenze ambientali influenzano il modo in cui le popolazioni ottengono quotidianamente il loro cibo, e cio’ influenza le rispettive culture. Poiche’ le genti del deserto devono viaggiare per ottenere cibo e acqua, la loro tecnologia ha sviluppato utensili e armi dai molteplici usi in modo da dover trasportare poche cose. Le capanne sono costruite sapendo che saranno presto abbandonate per cui sono flessibili e facili da costruire. I movimenti stagionali e le attivita’ ruotano intorno alla disponibilita’ di acqua e di cibo nei diversi luoghi e nei diversi momenti dell’anno.
Anche la religione si e’ sviluppata diversamente per le popolazioni del deserto. La religione aiuta a dare un senso alle proprie esperienze, a dare ordine alle proprie vite cosi’ come a registrare informazioni essenziali sull’ambiente e sulle sue risorse. Poiche’ ambiente, esperienze e stili di vita sono diversi da quelli delle zone costiere, le rispettive religioni (con le storie associate) sono diverse.
L’antropologo Nick Petersen ha studiato le differenze sociali ed economiche tra molti gruppi aborigeni, ed ha concluso che le differenze culturali seguono le differenze della disponibilita’ d’acqua nell’ambiente. Il sistema dei principali fiumi e corsi d’acqua divide l’Australia in 15 aree che sembrano creare confini naturali alla diffusione delle pratiche culturali. Uluru rientra nella piu’ ampia di queste aree, chiamta da Petersen Western Desert. L’area culturale del Western Desert si estende su gran parte dell’interno di WA e NT, e raggiunge la costa del SA. L’aspetto culturale piu’ comune alle popolazioni di quest’area e’ la strategia di sfruttamento delle risorse d’acqua. Dopo pioggie abbondanti la popolazione si disperde fino alla piu’ lontana fonte d’acqua utilizzabile.Non appena queste riserve d’acqua temporanee spariscono le popolazioni ritornano alle fonti d’acqua piu’ permanenti. Queste sono solitamente localizzate nei pressi di catene montuose.
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Lingue Aborigene
Le numerose lingue aborigene e i dialetti sono una evidenza della diversita’ culturale degli aborigeni.
La comprensione del termine dialetto e’ una chiave per apprezzare la natura dei linguaggi aborigeni. I dialetti sono varieta’ mutualmente comprensibili dello stesso linguaggio. Spesso sono caratterizzati da un piccolo numero di vocaboli, ma con differenti suffissi e prefissi.
I linguisti stimano che, prima dell’occupazione europea dell’Australia, ci fossero 700 dialetti aborigeni appartenenti a circa 250 lingue. I piu’ ritengono che tutte le lingue aborigene derivano da un’ unica lingua proto-australiana.
Nel Western Desert un numero di dialetti forma una catena di comunicazione, che permette ai vicini di comunicare facilmente. Oggi molti Anangu del Western Desert possono ancora parlare ai loro vicini senza cambiare il loro dialetto. Tuttavia solo coloro che parlano molte lingue possono comprendere altri linguaggi, diversi dai propri dialetti.
Attraverso l’Australia Centrale i linguaggi aborigeni rimangono forti. Nelle comunita’ della zona molti aborigeni parlano la loro lingua aborigena come prima lingua. Molti di loro parlano 3 o piu’ lingue.
Ci sono molti punti di vista riguardo a quante lingue aborigene siano sopravvissute. Sembra che almeno 160 delle 250 lingue siano perse o quasi. Di quelle a rischio almeno 100 non hanno piu’ di una mezza dozzina di persone capaci di parlarlo. Alcuni linguisti ritengono che ci siano solo 20 lingue ancora “in salute”, per altri sono 50. Le lingue in salute sono quelle normalmente trasmesse ai propri figli. Molte di queste lingue hanno un tale varieta’ di dialetti da renderne difficile la valutazione del numero. Alcuni linguaggi aborigeni si stanno oggi espandendo e ne stanno sostituendo altri. Molte lingue aborigene hanno adottato parole inglesi, cambiandole per adattarle al loro sistema fonico. Gli Anangu Pitjantjatjara, per esempi, dicono ringamilintjaku (telefono) e mutuka (motocarro).
E’ interessante notare anche come parole di varie lingue aborigene siano state incorporate nell’inglese. Questa lista include almeno 35 parole comuni che iniziano con la sola lettera ‘b’: barcoo, barramundi, bilby, billabong, boomerang, brolga, brumby, budgerigar e bunyip.
SONO FACILI LE LINGUE ABORIGENE?
Di solito le lingue aborigene hanno grammatica complessa e ampio vocabolario. Si pensa che ogni lingua abbia 10000 vocaboli, che corrisponde alle parole dell’inglese di uso comune. Poiche’ ogni lingua ha un vocabolario che rispecchia l’ambiente e la cultura della gente, molte parole aborigene si riferiscono all’ambiente e fanno minute distinzioni. Per esempio il dialetto Pintupi ha 18 parole per esprimere il concetto di ‘buco’.
Entro ogni lingua aborigena ci sono anche forme particolari che usano un vocabolario diverso dalla lingua di tutti i giorni. Si tratta di lingue nella lingua. Alcuni sono usati nelle cerimonie, altri per parlare a certi parenti.
DIALETTI DI ULURU
Molti Mutitjulu Anangu parlano Pitjantjatjara, Yankunitjatjara, Ngaanyatjarra e Luritja. Sono tutti dialetti della lingua del Western Desert, il gruppo linguistico aborigeno piu’ diffuso in assoluto. I dialetti di quest’area sono impropriamente raggruppati come Pitjantjatjara. Anangu che parlano la lingua del Western Desert si trovano da Halls Creek e Balgo, nel nord del WA, ad Oodnadatta e Yalata nel SA.
I dialetti del Western Desert sono attualmente nominati da parole che sono tradizionalmente identificate con specifici dialetti. ‘Pitjantja’ e’ una forma del verbo ‘venire’, e ‘tjara’ significa ‘avere’. Letteralmente la loro fusione significa ‘il dialetto che ha il verbo pitjantja’. Quelli che parlano il Yankunitjatjara non usano la parola pitja. Yankunytja e’ una forma del verbo ‘andare’. Con una forma del verbo Yankunytja e l’aggiunta della parola ‘ngalya’ gli Yankunitjatjara dicono ‘venire’. Yankunitjatjara significa ‘dialetto che ha la parola Yankunytja’. Allo stesso modo Ngaanyatjarra significa dialetto che ha la parola ‘ngaatja’. Ngaatja e’ una parola usata solo dalle persone che parlano questo dialetto.
Nonostante conoscano i dialetti del Western Desert, alcuni Anangu Mutitjulu parlano lingue aborigene diverse tra cui l’Arrernte e il Warlpiri. Una percentuale ridotta di loro parla inglese regolarmente o in modo fluente, cosi’ come molte altro popolazioni dell’Australia Centrale. A causa della mancanza di educazione, pratica, e per la grande diversita’ fonetica tra le loro lingue e l’inglese, gli Anangu hanno grandi difficolta’ a pronunciare l’inglese. Come molte altre lingue aborigene, i dialetti del Western Desert non hanno i suoni ‘s’, ‘z’, ‘v’, ‘sh’ o ‘th’ e non distinguono una ‘b’ da una ‘p’ e una ‘d’ da una ‘t’. I dialetti Pitjantjatjara e Yankunitjatjara non furono mai scritti fino alla fine degli anni ‘30 quando cominciarono a tradurre la Bibbia in Pitjantjatjara ad Ernabella, SA. Fino ad allora questi dialetti erano stati studiati a lungo.
Ci sono diversi modi di rappresentare per iscritto i suoni Pitjantjatjara. Nel Parco si usa l’ortogafia sviluppata negli anni ‘70 e ‘80 di linguisti dell’Istitute for Aboriginal Development di Alice Springs, che ora hanno pubblicato un vocabolario e una grammatica della lingua.
Ci sono 17 consonanti e 3 vocali principali ‘a’, ‘i’, ‘u’. che possono essere lunghe o corte.
Un numero cresente di persone nell’Australia colonizzata non parla la lingua aborigena d’origine. Queste persone ora parlano una forma d’inglese come lingua madre. I linguisti riconoscono che questi dialetti inglesi sono ‘aborigeni’ e non possono essere usati come evidenza che queste persone non sono propriamente aborigene. “L’inglese aborigeno riflette la struttura grammaticale della lingua aborigena tradizionale. Per esempio il plurale ‘-s’ e’ solitamente assente. Questi aspetti hanno indotto molto una crescente tendenza tra gli australiani non-aborigeni a considerare l’inglese aborigeno un’ insufficiente varieta’ dell’inglese, ma va sottolineato che questa lingua non e’ una forma inferiore d’inglese. Alcune variazioni grammaticali sono piu’ semplici rispetto alle strutture tradizionali, ma altre sono piu’ complesse. Per esempio gli aborigeni distinguono il plurale e il singolare di ‘you’: il plurale, infatti, diventa ‘you two’ o ‘you-an-him’ per due persone, e ‘you mob’ per piu’ di due persone. Questi pronomi riflettono le categorie grammaticali delle lingue aborigene tradizionali.
Molte di queste persone parlano anche una varieta’ dell’inglese conosciuta come ‘Station English’. Questa forma ha molte parole in comune l’inglese standard ma e’ una vera lingua con regole e parole provenienti dall’inglese e dall’aborigeno.
Inoltre molti tra i piu’ giovani (e alcuni tra i vecchi) hanno avuto una istruzione formale in inglese standard e lo usano effettivamente.
GRUPPI LINGUISTICI ED IDENTITA’
Oggi molti aborigeni usano il nome della propria lingua per identificarsi.
Alcuni gruppi piu’ grandi usano termini presi da lingue aborigene per riferirsi a tutti gli aborigeni che vivono nella stessa regione d’Australia. Questi termini di divisione nominativa includono Kooris, Murris e Nyungars.
I proprietari tradizionali di Uluru usano la parola ‘Pitjantjatjara’ Anangu per riferirsi a loro stessi. Anangu significa ‘persona’ o ‘gente’.
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Il Tjukurpa e le storie aborigene
TJUKURPA E CREAZIONE
La vita degli Anangu si basa sul Tjukurpa. Il Tjukurpa, inaccuratamente tradotto come ‘Dreaming’ o ‘Dreamtime’, ha diversi significati complementari.
E’ il termine che i Pitjantjatjara usano per riferirsi al tempo ancestrale quando il mondo e’ stato formato da esseri epici. Il termine Pitjantjatjara per questi esseri, Tjukaritja, non ha traduzione. Erano certamente persone, sebbene solo alcuni fossero umani. Molti di loro come Mala (Rufus Hare Wallabies) e Kuniya (Woma Pythons) hanno caratteristiche di animali o piante. Altri, come Kurpany, non hanno corrispondente fisco.
Nel Tjukurpa questi antenati sono stati “eruttati” dalla superficie della terra (ancora senza aspetto fisico) e ci hanno viaggiato sopra, lasciando i loro segni sul paesaggio durante le loro avventure. Alcuni antenati hanno viaggiato per migliaia di miglia attraverso il paesaggio e i tracciati da loro seguiti sono ora siti sacri per molte popolazioni aborigene. Altri furono sedentari nella loro area, e portarono i loro effetti specifici su quella sola area.
Ad Uluru i piu’ importanti di questi antenati sono I Mala, Kuniya e Liru. Tutti questi gruppi di antenati viaggiarono per migliaia di km prima di arrivare ad Uluru.
MALA TJUKURPA
All’inizio uomini, donne e bambino Mala viaggiarono a lungo, da ovest e nord, per raggiungere Uluru. Quando arrivarono giovani uomini, vecchi uomini, donne giovani e single, donne vecchie e sposate, si accamparono in luoghi diversi poiche’ erano li’ per un Inma (cerimonia sacra). Alcuni uomini Mala provenienti da ovest portarono il bastone della cerimonia, Ngaltawata, sopra Uluru, nell’angolo piu’ settentrionale per cominciare l’Inma. Da questo momento tutto diventa parte della cerimonia. Ogni attivita’ viene ora fatta con le modalita’ proprie della cerimonia. I Mala erano impegnati e felici. Ad un certo punto delle persone vennero da ovest con un invito per partecipare ad un altro Inma. I Mala dovettero rifiutare poiche’ la loro cerimonia era gia’ cominciata. La gente dell’Ovest torno’ a casa profondamente offesa e pronta a vendicarsi in modo terribile. Arrivo’ infatti KURPANY, una creatura simile ad un cane nero infernale, creata da questa gente per distruggere la cerimonia dei Mala. LUNPA, l’uccello kingfisher cerco’ di avvertire i Mala ma questi erano troppo indaffarati per sentirlo per cui Kurpany, avvicinatosi come una violenta tempesta, uccise molti Mala mentre gli altri Mala scapparono verso sud, inseguiti dal mostro.
KUNIYA E LIRU TJUKURPA
Kunya, dopo essere stata lontana per un lungo tempo, sta tornando a casa, verso ovest, con le sue uova. Dopo un lungo viaggio giunge finalmente ad Uluru nei pressi di Taputji, la piccola Ayers Rock, esausta ed affamata ma contenta per aver riportato a casa i propri figli. Mentre era accampata, rimase coinvolta in una tragedia “familiare”. Suo nipote, Kuniya anch’esso, e’ inseguito da un gruppo di Liru che vogliono vendicarsi con lui e viene ucciso nei pressi di dove oggi si scala la roccia. Sua zia, furiosa, si sposta sotto terra da Kuniya Piti, dove era accampata, a Mutitjulu dove esce per sfidare un guerriero Liru. Avvicinandosi al nemico esegue una danza rituale per mostrare che una donna forte vuole punire la persona che l’ha offesa. Nella sua furia, e nel tentativo di controllare le forze oscure che sta risvegliando con la sua danza, prende del terreno e lo fa cadere per fare in modo che le forze che sta disturbando non offendano nessun altro. Kuniya attacca Liru e lo ferisce lievemente. In un secondo attacco riceve una seconda, profonda ferita che lo uccide. Kunyia ha vendicato il suo onore ma ora tutte le piante del punto dove e’ avvenuta la battaglia ( Urtjanpa, spearwood bush) sono avvelenate.
LUNGKATA TJUKURPA
Oltre ai grandi “drammi” raccontati, ci sono numerose piccole “tradizioni” legate ad Uluru. La piu’ importante di queste e’ Lungkata, l’uomo Blue Tongue Lizard.
Lungkata era in viaggio verso Uluru provenendo da nord, vicino a dove oggi si trova la Mt Liebig community. Arrivo’ via Mulya Iti (Mt Currie) e le Sedimentarie, bruciando la campagna mentre camminava, e fornendo l’impulso per il tradizionale controllo col fuoco delle terre. Ad Uluru, Lungkata si accampo’ in una grotta alta sulla faccia occidentale, rivolta dove oggi si trova la Ranger Station. Ando’ a caccia intorno alla base meridionale della roccia, dove incontro’ un kalaya (emu) ferito e che ancora portava la lancia di un altro cacciatore. Disonorabilmente uccise l’uccello e comincio’ a tagliarlo e cuocerlo.I due cacciatori Panpanpalala (Crested Bellbird) non erano pero’ lontani dalla loro preda. Avendo perso le tracce del loro emu ferito, e vedendo il fumo proveniente da fuoco di Lungkata. si avvicinarono a lui e gli chiesero se per caso avesse visto l’uccello ferito. Nascondendo un pezzo di kalaya dietro di lui, e mentendo spudoratamente, disse ai due cacciatori di non avere visto nulla. Questi, delusi, se ne andarono ma, notando le tracce dell’emu intuirono l’accaduto. Lungkata, nel frattempo, raccolse quello che pote’ dell’uccello e scappo’ verso ovest lasciando un sentiero di bocconi di carne dietro di lui. A Kalaya Tjunt, appena a nord di Ikari, l’emu e’ facilmente visibile. Appena ad ovest di Mutitjulu il sentiero alla base si snoda tra enormi blocchi di carne di emu. Le tracce erano facili da seguire e i due Panpanpalala lo raggiunsero mentre si arrampicava per raggiungere il suo campo. Fecero un enorme fuoco sotto il suo campo, e il fumo e le ceneri impregnano ancora la base della roccia. Lungkata, il disonesto ladro fu bruciato vivo.
ALTRI TJUKURPA AD ULURU-ITJARITJARI E TJINTIR-TJINTIRPA
Le attivita’ del Tjukurpa di Itjiaritjari (la femmina Marsupial Mole) e Tjintir-tjintirpa (la femmina Willy Waigtail) sono anch’esse osservabili in alcuni dettagli della roccia. A Itjiaritjari yuu, all’inizio della Mala walk, si possono vedere le cavita’ che questa giocherellona vecchia signora ha creato per se stessa, oltre alla pozza d’acqua che lei usava. A Ikari, (che letteralmente vuol dire ‘risata’) il Tjintir-tjintirpa sentiva il suono delle cerimonie e ne rideva. La sua risata e’ ancora visibile sulla facciata di Uluru.
TJUKURPA A KATA-TJUTA
Anche il paesaggio di Kata-Tjuta e’ stato profondamente segnato dai potenti esseri ancestrali del Tjukurpa.
I due principali gruppi di antenati responsabili di Kata-Tjuta furono responsabili anche per molte aree cerimoniali riguardanti l’iniziazione e l’ulteriore educazione degli uomini. A causa di queste connessioni con tali rituali segreti nessuno dei nomi degli antenati puo’ essere rivelato e lasciato alla casuale interpretazione dei turisti. I dettagli delle attivita’ di questi antenati a Kata-Tjuta sono riferiti a cerimonie che tutti i maschi Anangu devono affrontare in qualche stadio della loro esistenza. Solo gli uomini iniziati a questi cerimoniali imparano questi dettagli.
TJUKURPA COME VISIONE DEL MONDO
Il Tjukurpa non e’ semplicemente una storia che descrive come oggetti fisici quali roccie ed alberi si sono formati. Descrive anche l’origine dei comportamenti sociali e dei modi corretti di compiere determinate azioni. Contiene il modo in cui il mondo sociale e fisico si e’ creato e di come le relazioni tra gli uomini sono cominciate. Questo fornisce agli Anangu la spiegazione su “come sono le cose” ed e’ la base per la spiegazione del mondo.
Quando parliamo della nostra visione del mondo, stiamo parlando di come gli elementi del mondo interagiscono tra loro. Potremmo parlare di economia, ambiente, scienza, famiglia nucleare, valori cristiani, potere e commercio. Per gli Anangu il Tjukurpa fornisce la “visione del mondo”. Praticamente registra cio’ che e’. Questa descrizione della realta’ ha il valore che le societa’ scientififche danno ai documenti scientifici.
TJUKURPA COME SISTEMA DI CREDENZA ETICA
Il Tjukurpa contiene anche il principio di cio’ che e’ giusto e di cio’ che e’ sbagliato, fornendo un sistema etico che definisca cio’ che dovrebbe essere. A questo fine la realta’ e’ descritta con metafore e storie simboliche, cosi’ come le parabole di Gesu’ Cristo servono da guida etica per i cristiani.
La storia di Lungkata ad Uluru e’ un buon esempio di guida etica. Come per molte storie del Tjukurpa, piu’ si conosce della cultura Anangu, piu’ sono i livelli di spiegazione della storia. Per i bambini e’ una semplice parabola sul furto e la menzogna. Per gli adulti descrive complesse leggi legate all’etica della caccia. Compresa nel complesso di centinaia di altre storie forma parte di un complesso sistema di credenze sul giusto modo di vivere.
TJUKURPA COME COSTRUZIONE SOCIALE DELLA REALTA’
Gli studiosi sociali parlano dei sistemi condivisi di percezione e giudizio come di “costruzione sociale della realtà. La loro idea e’ che nella societa’ le persone condividono il modo di vedere le cose, di dare categorie alle cose e di nominare modelli nel proprio ambiente. Insieme decidono cosa e’ importante e coa non lo e’, basandosi sulla comune comprensione della realta’.
Possono registrare, in qualche modo, queste idee comuni in modo da potere fare riferimento ad esse quando sorgono problemi. I bambini imparano queste comprensioni come parte della loro socializzazione: poiche’ ognuno e’ allevato nello stesso modo, tutti condividono certi valori. Dottrine religiose o legali “registrano” idee come morali ed etiche.
Il Tjukurpa e’ il modo degli Anangu di costruire la propria realta’. E’ un sistema religioso che li aiuta a osservare, giudicare e anticipare le cose, in modo simile per tutti.
VERITA’, MORALE E TJUKURPA
Prima del Rinascimento, in Europa la religione cristiana aveva grande influenza su tutti gli aspetti della vita quotidiana. Le Chiese avevano potere politico, possedevano terre e comandavano regioni. Le persone si riferivano agli insegnamenti religiosi per trovare risposte a tutte le domande dellla vita.
Da allora, i valori politici e sociali hanno portato grandi cambiamenti alle nostre societa’. Oggi, per molti, la religione non e’ piu’ la base per la presa di decisioni su cosa e’ giusto o sbagliato. Prima, potevamo decidere se un dipinto era bello o no in base alla conformita’ dell’immagine rappresentata alla nostra nozione di giusto o sbagliato. Ora abbiamo una nuova serie di parametri basati sull’estetica, anziche’ sulla morale, per dare il valore all’arte.
Allo stesso modo non si giudicano piu’ le azioni delle persone in base a principi religiosi, ma secondo leggi. Abbiamo un sistema di tribunali, giudici e leggi per stabilire se un’azione e’ giusta o no. Nella nostra societa’ la scienza ha largamente preso il controllo della sfera etica per stabilire cosa e’ vero e cosa falso. Molte decisioni sono prese sulla base di convinzioni scientifiche.
Nella cultura anglo-australiana e’ separato cio’ che e’ bello da cio’ che e’ legale, da cio’ che e’ morale, da cio’ che e’ vero. Tuttavia, ancora oggi queste distinzioni non sono chiare.
Gli Anangu non hanno fatto le stesse distinzioni nel loro sistema etico. Il Tjukurpa e’ l’”attrezzo” usato per prendere decisioni su cio’ che e’ giusto.
Per esempio l’arte e la fotografia sono considerati giusti se cio’ rappresentano e’ in accordo col Tjukurpa. Quando il Tjukurpa proibisce a qualcuno di vedere un sito o un oggetto, e’ allo stesso tempo sbagliato vedere foto dello stesso oggetto. Queste fotografie sono considerate ingiuste ed immorali. Gli Anangu non sono in grado di vederle come buone foto, prescindendo di quanto queste foto siano considerate ben fatte dai non-aborigeni.
Gli Anangu pensano anche che gli studiosi siano strani quando gli chiedono perche’ un animale si comporta in un certo modo. Spesso rispondono: “perche’ quello e’ il modo”, che significa anche “perche’ questo e’ il modo in cui devono comportarsi”. Loro non si fanno domande come questa, per cui non capiscono il motivo per il quale tali domande gli vengono poste.
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Come il Tjukukurpa e’ ricordato e tramandato
Quando gli Anangu parlano del Tjukurpa, non parlano di vaghe regole e semplici storie. Molti antropologi hanno notato che i sistemi legale e religioso degli aborigeni dell’Australia Centrale sono tra i piu’ tecnicamente complessi al mondo. Il Tjukurpa e’ importante anche perche’ viene conservato nella memoria. Gli Anangu trovano divertente che noi affidiamo il nostro sistema legale a pezzi di carta che potrebbero andare persi con facilita’. Il Tjukurpa e’ un ampio e complicato sistema che merita di essere ricordato. Pertanto gli Anangu hanno sviluppato degli accorgimenti mnemonici e delle strutture sociali per riuscire a ricordare tutte le informazioni.
CREAZIONE ED EVENTI CREATIVI
Il Tjukurpa riguarda la creazione del mondo fisico e sociale e i numerosi eventi creativi occorsi. I dettagli di tutti gli evnti da ricordare sono numerosissimi. Pertanto lo sforzo per l’organizzazione di questo sapere e per la connessione alla memoria e’ immenso. Gli Anangu hanno archiviato questo immenso materiale attraverso un’organizzazione multi-livello del materiale. Inoltre affidano a differenti gruppi di persone la responsabilita’ del mantenimento e della trasmissione di porzioni di sapere, in accordo con con questi principi organizzativi.
GLI ANTENATI
Per organizzare il materiale del Tjukurpa al fine di memorizzarlo, le informazioni sono suddivise in base all’antenato responsabile. Gli Anangu ricordano le attivita’ di ogni antenato in sequenza. Sezioni di questa sequenza sono ulteriormente frazionate in accordo con la posizione geografica nella quale le azioni si sono svolte. Per esempio, le attivita’ degli antenati Mala ad Ululru costituiscono un discreto blocco di conoscenza da memorizzare.
In particolare gli Anangu hanno la responsabilita’ del mantenimento e della trasmissione di questi blocchi di sapere. La responsabilita’ e’ accordata in base a regole relative alla proprieta’ delle terre attraverso le quali gli antenati sono passati: la responsabilita’ per imparare, e quindi insegnare, il blocco di sapere relativo ai Mala appartiene inizialmente a coloro che sono nati in siti lungo il sentiero degl antenati Mala, o a quelli che ereditano tale responsabilita’ dal padre o la madre.
Anangu nati in un posto specifico si ritengono appartenenti al Tjukurpa del loro luogo di nascita. Quelli nati lungo il sentiero Mala Tjukurpa si fanno chiamare Mala men e Mala women.
Paricolare responsabilita’ per il blocco di sapere ricade sui proprietari tradizionali nati nei luoghi ai quali il sapere e’ riferito. Una persona nata ad Uluru ha la precedenza sugli altri Mala nella trasmissione di sapere legato al loro luogo di nascita.
Gli Anangu usano il sito “fisico” per ricordarsi delle attivita’ dei loro antenati. Ad Uluru, per esempio, Mala Puta ha la forma del marsupio di un Hare-Wallaby. Questo ricorda agli Anangu che femmine Mala erano attive in questo luogo. Allo stesso modo i buchi nella roccia a ovest rispetto alla scalata dei turisti ricorda dove il giovane uomo Kuniya e’ stato colpito dai guerrieri Liru.
Talvolta la relazione tra il Tjukurpa e il luogo fisico e’ usata in maniera particolare. Per esempio, sapendo che un antenato si e’ fermato per bere dell’acqua in un certo sito, sanno come cercare acqua in quel sito. Una utile conoscenza ecologica e’ quindi racchiusa in questo sapere.
I proprietari tradizionali del sito hanno la responsabilita’ per imparare e insegnare il sapere associato a quel sito. Ricordano il “sapere” attraverso versi inma, balli e danze. I versi inma sono una specie di poesia epica e sono cantati durante le cerimonie. Le storie ampliano e spiegano questi versi. Le danze rituali sono specifiche degli antenati di quel sito.
SENTIERI ANCESTRALI
Le sequenze nelle quali la conoscenza di siti sacri e’ ricordata sono dette iwara, ovvero sentieri. Gli iwara sono ricordati in lunghe liste di nomi di siti. Gli Anangu usano anche le rotte per la ricerca di cibo (e oggi anche per i viaggi in auto) per ricordare. Spesso i tracciati attraversano i territori di parecchi gruppi aborigeni, per cui alcuni anziani sono in grado di ricordarei nomi di siti ben al di fuori dei territori Pitjantjatjara,anche se non sono mai stati li’.
I siti lungo alcuni importanti tracciati, in particolare quelli relativi alle attivita’ cerimoniali di uomini e donne sono memorizzati da tutti coloro che sono stati iniziati a queste cerimonie.
CANZONI
Gli inma, o canzoni in versi, sono molto importanti per formare la conoscenza del Tjukurpa. Alcune canzoni hanno centinaia di versi che sono imparati lungo una vita intera di partecipazionea a cerimonie o che sono insegnati dai proprietari delle canzoni e dei siti.
La conoscenza delle canzoni per un sito e’ considerata dagli Anangu come la dimostrazione della proprieta’ di quel sito. I versi sono conservati con cura e sono trasmessi solo a coloro che se ne sono guadagnati il diritto.
Da parte loro i versi degli inma potrebbero non dare molte informazioni circa il Tjukurpa di un luogo. Spesso sono conservati in linguaggio arcaico e formale. Il significato di un verso inma e’ difficile da decifrare. Bisogna conoscere l’antenato, altri siti lungo l’iwara, la danza, il rituale che va’ con il verso o la lunga versione della storia del posto per comprendere un inma.
DANZA E RITUALE
I passi di danza e le azioni rituali accompagnano spesso la pubblica performance dei versi inma. Queste danze e rituali resigistrano anche informazioni che non potrebbero essere conservate in altre forme. Per comprendere il significato delle danze o del rituale bisogna conoscere e comprendere altre parti del Tjukurpa relative a quel sito o quella sequenza del rito.
Come per i versi inma, gli Anangu imparano la danza e il rituale di un sito solo dopo averne ottenuto il diritto. Questo e’ ottenuto con la partecipazione a cerimonie o ereditato alla nascita. Piu’ un uomo o una donna diventano vecchi, piu’ danze e rituali impareranno.
STORIE TJUKURPA
Quelli che gli Anangu chiamano MITI sono le versioni narrative, piu’ lunghe, delle vicende del Tjukurpa. Queste contengono dettagli usati dai singoli ‘cantastorie’ per rendere le vicende piu’ affascinanti. Gli Anangu ‘premiano’ i bravi narratori e considerano un grande talento l’essere capaci di abbellire il Tjukurpa senza alterarne il significato.
La versione storica del Tjukurpa considera anche il livello di conoscenza degli ascoltatori. Un buon narratore e’ capace di raccontare la storia dei Mala ad Uluru ad un pubblico di non-iniziati, senza lasciarsi sfuggire alcuno dei dettagli segreti che solo gli iniziati possono sapere.
Le storie del Tjukurpa vanno lette con cautela. Il lettore non puo’ sapere se l’Anangu che inizialmente l’ha raccontate era cosciente che che la storia sarebbe stata ri-raccontata ad un pubblico di non-aborigeni. In alcuni casi, per la segretezza degli argomenti trattati, e’ ovvio che le storie siano state raccontate in via confidenziale e che l’ascoltatore fosse stato costretto (per onore) a non raccontarle.
In altri casi alcuni autori hanno pubblicato versioni per bambini come fossero il profondo sapere Anangu. Un esempio e’ la versione di Mountford su Pungkalungu (giant flesh-eating ogres) a Kata-Tjuta. Non e’ Tjukurpa ma parte di una diversa tradizione folcloristica. Storie di questo tipo sono usate dagli Anangu per spaventare i bambini cattivi.
Bisogna sempre tenere presente che le storie a noi note sono una FORMA INCOMPLETA del sapere Anangu.
OGGETTI SACRI
Alcuni elementi del Tjukurpa sono registrati in forma fisica. La piu’ importante di queste forme e’ negli oggetti sacri. Alcuni sono creati per specifici rituali e distrutti subito dopo. Altri sono antichi a passati di generazione in generazione.
Alcuni oggetti sono legati ad un sapere assolutamente privato: vanno evitati con attenzione. Gli Anangu li considerano pericolosi, e molti sono protetti dall’Heritage Legislation.
Altri oggetti sono piu’ specifici. Tutti possono vedere le bande per la testa che gli uomini iniziati indossano, ma e’ pericoloso parlarne.
DISEGNI
Particolari disegni sono associati a particolari antenati e alle danze e rituali ad essi associati. Questi disegni comprendono elementi oggi noti grazie al movimento dell’arte acrilica del Western Desert. Tradizionalmente sono usati per pitture del corpo durante le cerimonie, per decorare oggetti rituali e il terreno, oltre che come “cave art”.
Gli Anangu considerano sacri molti di questi disegni poiche’ per la loro relazione col Tjukurpa. Come altri aspetti del Tjukurpa, essi appartengono a particolari persone che hanno guadagnato, o ereditato, la responsabilita’ per essi.
PITTURE
Gli Anangu hanno tradizionalmente utilizzato la pittura in due modi: a scopo religioso o cerimoniale, a scopo didattico e per raccontare storie (cave art e disegni nella sabbia).
Oggi la pittura delle caverne e’ stata abbandonata per fini didattici, e sostituita da tecniche occidentali modificate come le pitture acriliche, usate a fini educativi e per fare soldi.
PITTURE RUPESTRI
Le rappresentazioni di Mala e Mutitjulu Walk sono difficile da datare. I disegni piu’ recenti rislagono agli ultimi 100 anni e, poiche’ questo tipo di decorazione si deteriora rapidamente, e’ difficile che rappresentazioni ancora visibili siano piu’ vecchie di 1000 anni.
Gli Anangu eseguirono le pitture usando come colori sostanze naturali mischiate con acqua e grassi animali. La piu’ usate sono l’ocra gialla e rossa, ovvero argille ricche in ferro. Cenere e kaolinite (argilla bianca) sono usate per il bianco, mentre per il nero e’ utilzzato il carbone. Essendo usati per le cerimonie, gli Anangu maneggiano queste sostanze con rispetto.
Alla fine degli Anni ‘70 il dr. Robert Layton ha raccolto informazioni sugli Anangu come parte integrante dell’Ayers Rock Land Claim. Recentemente ha prodotto un libro sulla rock art, nel quale esamina le informazioni raccolte ad Uluru.
SUONI
Come altri comportamenti rituali, alcuni suoni sono particolarmente associati al Tjukurpa. Per molti popoli dell’Australia Centrale il................. e’ un suono particolarmente associato a cerimonie maschili, ed e’ considerato spaventoso e pericoloso. Per questo motivo gli Anangu sono spaventati dalla vendita di ............ ai turisti. Altri suoni sono associati a particolari contesti rituali. Per esempio al pacifico Wanampi come quello che sta sotto la sorgente di Mutitjulu, gli Anangu si avvicinano alla sorgente chiamando ‘Kuka kuka kuka’.
LINGUAGGIO DEI SEGNI
Gli Anangu usano spesso il linguaggio dei segni per comunicare a distanza e per comunicare cose che non possono essere dette ad alta voce. Uno degli aspetti del Tjukurpa sono le restrizioni relative a chi puo’ sapere certe cose, a chi ne puo’ parlare, e al modo in cui vanno raccontate. Anche solo ascoltare alcune infomazioni puo’ essere pericoloso. per cui l’uso del linguaggio dei segni e’ importante quando si rischia di essere ascoltati da non-iniziati.
CODICI DI COMUNICAZIONE
Le restrizioni linguistiche, sebbene meno comuni agli Anangu rispetto ad altri popoli, sono applicate nelle zone coinvolte nel Tjukurpa. Quando stanno parlando di cose particolarmente sacre, sussurrano, in modo da essere ascoltati solo da persone davvero vicine.
Ci sono anche restizioni applicate tra le persone. Un uomo, per esempio, non puo’ parlare col cognato, e viceversa. Questa restrizione e’ applicata anche se si e’ nella stessa stanza, macchina o campo. Un uomo deve evitare il cognato.
REGOLE
Molto, del Tjukurpa, puo’ essere espresso sotto forma di regole, in quanto mostra come le cosa vadano fatte nello stesso modo in cui sono state compiute durante il Tjukurpa. Ad Uluru questa forma di Tjukurpa e’ spesso vista come regola di accesso (ovvero chi puo’ entrare in un sito e chi no) ma anche come regola comportamentale (non parlare a Kantju Gorge o non scalare Uluru).
Gli Anangu devono spesso decidere come applicare le regole derivate dal Tjukurpa a situazioni nuove.Per esempio, puo’ una rock band suonare vicino ad Uluru? In cerrti casi le regole del Tjukurpa si applicano con facilita’, ma in altri casi gli anziani discutono a lungo la corretta applicazione del Tjukurpa alle nuove problematiche.
LA LEGGE
Il Tjukurpa non e’ solo una religione ma anche un sistema legale. Contiene regole per le corrette procedure per affrontare e giudicare le situazioni. Mostra la natura del problema e le punizioni per i trasgressori.
Da quando sono venuti in contatto con la comunita’ australiana gli Anangu hanno dovuto modificare alcune delle punizioni per “reati” contro la legge tradizionali. Per esempio non sarebbe accettato se colpissero con lance i turisti che entrano a Mala Puta! Al contrario gli Anangu hanno studiato come il sistema legale australiano poteva aiutarli nella punizione delle persone colpevoli di violazioni del Tjukurpa, e lo hanno fatto proprio assumendo leggi australiane in varie aree. Per esempio i siti sacri che hanno restrizioni d’ingresso dovute al Tjukurpa sono ora controllate e chiuse in modo che le persone che ci entrano possono essere perseguite in base alla regola 34 del National Park and Wildlife Regulations, in vigore sotto il National Park and Wildlife Conservation Act del 1975. Alcuni siti sacri sono anche registrati nell’ Aboriginal Sacred Sites (NT) Act. Pratiche culturali, come il diritto ereditario di cercare cibo e cacciare sulle terre facenti parte del parco, sono garantite dal Director of Australian Nature Conservation Agency. I design tradizionali sono protetti dall’Australia’s Copyright and Intellectual Property Laws Protect. L’Heritage Legislation protegge siti e oggetti legati alle cerimonie.
Le motivazioni dietro a tutte queste misure legali sono in accordo con le leggi comportamentali proprie del Tjukurpa. A Uluru il Tjukurpa e’ una guida essenziale per le attivita’ e gli sviluppi nel National Park.
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Meccanismo di affiliazione al Tjukurpa
IDENTITA’ SPIRITUALE
Gli Anangu condividono l’identita’ spirituale con la loro terra, e in particolare coi siti nei quali sono nati. Quando un individuo viene concepito, la suo materia ed il suo spirito vengono fuori dalla terra, dove ritornano dopo la morte. Per questo motivo i posti dove gli Anangu sono nati, vissuti, morti e sepolti sono per loro molto importanti. Molti anziani cercano di ritornare nella loro terra d’origine quando si sentono prossimi alla morte.
A causa dell’identita’ con la propria terra gli Anangu si sentono particolarmente responsabili per essa, che e’ parte della loro anima e del loro sangue. Le persone parlano di aspetti del paesaggio in termini umani come ‘questo e’ mio nonno’ o ‘questa e’ mia nonna’. Noi riconosciamo questa relazione d’identita’ con la propria terra dicendo che gli Anangu sono di proprieta’ della propria terra, pur essendone i proprietari.
Gli Anangu ritengono quindi di avere la responsabilita’ di avere cura della propria terra in accordo con le leggi del Tjukurpa.
PROPRIETARI E CUSTODI
Alcuni aborigeni del NT fanno una distinzione tra le persone che possiedono una terra e quelle che la controllano. C’e una relazione di parentela formale tra i due gruppi. Per i Warlpiri, ad esempio, i kirda sono i proprietari, e kurdungurlu coloro che controllano. Gli Anangu non fanno questa distinzione e i proprietari hanno anche la funzione di controllori.
LIVELLI DI AFFILIAZIONE
Gli Anangu riconoscono livelli di proprieta’ della terra e del Tjukurpa. Coloro che sono nati in un posto, o che ne hanno ereditato la responsabilita’, sono riconusciuti avere una maggiore responsabilita’ rispetto a coloro che ritrovano la loro affiliazione nei trascorsi dei loro antenati. Tuttavia questi stretti proprietari possono rispondere ad altri proprietari piu’ lontani ma piu’ anziani e con un sapere maggiore.
CATEGORIE DI AFFILIAZIONE
Ci sono diversi tipi di affiliazione ad un sito. Solo alcuni di questi conferiscono ogni diritto di proprieta’ o la primaria responsabilita’ per la cura di un sito. Il tipo di affiliazione piu’ importante e’ la proprieta’ ottenuta per nascita o per eredita’ diretta dai genitori. Un secondo livello di proprieta’, piu’ basso, e’ l’eredita’ dai nonni materni o paterni.
Quando si chiede agli Anangu della loro terra, questi risponderanno dicendo il proprio luogo di nascita e quello dei genitori. Possono anche menzionare quello dei nonni e, forse, anche l’affiliazione dello sposo/a, se questa e’ importante.
Un grado di parentela con un posto puo’ essere ottenuto attraverso il matrimonio. Se, per esempio, un uomo sposa una donna che e’ proprietaria tradizionale di un importante sito maschile, puo’ anche ottenere una qualche speciale responsabilita’ per il sito, purche’ non ci siano proprietari maschi ‘vicini’.
Esistono anche 2 altri importanti livelli di affiliazione. Persone nate lungo sentieri ancestrali che passano attraverso un sito, hanno una forte affiliazione con quel sito. Questa affiliazione puo’ includere una responsabilita’ di cura del sito ed il diritto di caccia e ricerca di cibo in esso.
L’ultimo tipo di affiliazione e’ ottenibile attraverso competeze cerimoniali nel Tjukurpa, associate con un sito. Questa affiliazione non conferisce una relazione di proprieta’ del sito ma permette alle persone di partecipare alle discussioni su di esso.
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Gruppi politici regionali
Affiliazioni condivise al Tjukurpa legano Pitjantjatjara, Yankunytjatjara e Ngaanyatjarra. Loro si considerano un’unico popolo. Poiche’ seguono tutti un’unica legge non c’e’ bisogno di una struttura maggiore per il mantenimento dell’ordine sociale.
Solo dopo il contatto con gli europei gli Anangu hanno deciso di divenire politicamente organizzati, al fine di ottenere la restituzione delle proprie terre e le risorse per istituire una comunita’ moderna a Mutitjulu.
COMUNITA’ DI MUTITJULU
Per il Commonwealth Aboriginal Organisation Incorporation Act gli aborigeni devono creare un’organizzazione se vogliono ricevere soldi per salute, case ed altre infrastrutture fondamentali. Nel Parco, gli Anangu si sono uniti per la prima volta nel 1975 formando il l’Uluru Community Inc. Dopo la morte di Cassidy padre di Uluru, cambiarono il nome della loro corporazione per rispettarne la morte.
Usarono i primi fondi per costruire ripari per gli anziani, fornirsi di toilette e per comprare il necessario per il management dei rifiuti. Dopo il primo impiegato (1984) hanno gradualmente costruito un piccolo staff. Oggi la comunita’ conduce un servizio sanitario, un negozio meccanico, un ufficio generale, un centro di cura dei bambini e altre attivita’. Dal 1985 la comunita’ ha costruito piu’ di 20 case, un ufficio, una clinica, una scuola, una chiesa, un nuovo deposito e un nuovo negozio.
Altri corpi sono diventati operativi a Mutitjulu: Maruku Arts and Crafts; NT Education Department con la sua scuola di due stanze; NT Open College, che ha istituito un centro d’educazione per adulti nella comunita’; il Central Land Council con un ufficio regionale; il Pitjantjatjara Women’s Council che supporta i lavoratori della comunita’.
CENTRAL LAND COUNCIL (CLC) E ULURU-KATA TJUTA LAND TRUST
Quando il NT Land Rights Act passo’ nel 1976, alcune autorita’ statutorie furono stabilite per portare avanti i lavori dell’Act. In Australia Centrale, il Central Land Council (CLC) fu istituito per aiutare gli aborigeni ad avanzare richieste e ad amministrare le loro terre, una volta restituite. Sotto l’Act, la terra e’ gestita da un ‘Land Trust’, una specie di istituzione statutoria costituita da tutti i proprietari tradizionali. Gli interessi del Land Trust sono gestiti dal Land Council.
Il nostro Parco e’ passato nelle mani dell’Uluru -Kata Tjuta Land Trust il 26 ottobre 1985. I membri de Land Trust decidono chi li rappresentera’ nel Board of Management del N.P. e cosa fare con l’affitto che il Trust riceve per il Parco.
Il CLC ha la responsabilita’ supervisionare il Land Trust e di rappresentarne gli interessi. Per esempio deve negoziare col governo del Commonwealth ogni variazione delle condizioni del prestito. In altre aree, “Land Trust” devono negoziare con le compagnie minerarie e con altri privati che vogliono sfruttre i terreni aborigeni. Nel Petermann Land Trust il CLC ha aiutato gli aborigeni a negoziare per le visite turistiche a Tjunti (Lasseter’s Cave) e in altre zone. Nel Katiti Land Trust il CLC aiuta i proprietari tradizionali a mantenere i visitatori fuori dalle zone sacre nelle Sedimentaries e a Pantu (Lake Amadeus).
PITJANTJATJARA COUNCIL
I Pitjantjatjara, Yankunytjatjara e Ngaanyatjarra hanno formato quest’organizzazione politica nel 1976, per avanzare richieste di zone del SA, WA e NT. Quest’esercizio nell’organizzazione politica ha avuto un grande successo. Il NT Land Act e’ stato usato per assicurarsi il titolo di proprietari tradizionali nelle Petermann, a Uluru e sul Finke River. Il Pitjantjatjara Land Rights Act nel SA ha restituito ai proprietari tradizionali il controllo delle proprie terre nel 1981. Nel 1987 fu fatto un accordo col governo del WA per il prestito di 99 anni di aree appartenenti alle riserve centrali del WA. Sebbene mantenga il proprio ruolo politico, il Pitjantjatjara Council e’ ora coinvolto anche nel nel management delle terre e degli interessi, oltre a fornire consigli ed esperti a comunita’ in WA, NT e SA.
PITJANTJATJARA WOMEN’S COUNCIL
E’ stato istituito nel 1983 dalle donne Pitjantjatjara, Yankunytjatjara e Ngaanyatjarra per curare gli interessi della regione. Il consiglio e’ stato molto attivo per garantire una migliore assistenza sanitaria, per sostenere le artiste donne, per combattere gli abusi e le violenze domestiche nelle comunita’, e per aiutare le donne a mantenere e rinforzare la loro cultura. C'è ora un ramo del consiglio nella Mutitjulu Community.
NYANGATJATJARA CORPORATION
Istituita nel 1993, questa corporazione si propone di coordinare le opportunita’ economiche per gli Anangu a Mutitjulu, Kaltukatjara (Docker River) e Imanpa (Mt Ebenezer) Attualmente stanno investendo per aumentare le opportunita’ di impiego nel settore turistico nell’area, e per istituire una high school per bambini Anangu nella regione.
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Le strutture sociali degli Anangu
Gli Anangu, come tutti i popoli aborigeni, non hanno sviluppato strutture statali per mantenere la legge e l’ordine. Invece hanno sviluppato un complesso sistema di parentele per mantenere l’ordine nel loro mondo. Come le nostre famiglie, ci sono diversi rami che vivono in diversi posti ma ognuno di questi rami e’ strettamente legato agli altri. E come le nostre famiglie la struttura e’ basata sull’eta’ e sul grado di conoscenza del mondo.
Gli antropologi hanno spesso usato il termine “tribù”” riferito agli aborigeni. Il termine tribu’, ancora usato per descrivere molte popolazioni indigene di Africa e Nord America, si riferisce ad un gruppo politicamente unificato che possiede e tratta la terra come una singola unita’. Oggi l’intera idea di tribu’ e’ caduta in disuso in Australia Centrale. L’organizzazione dei gruppi dell’Australia Centrale si basa sulla parentela e su legami al Tjukurpa comune.
LEGAMI TRA I GRUPPI LINGUISTICI DEL WESTERN DESERT
Tutte le popolazioni del Western Desert sono collegate tra loro dalle tradizioni religiose del Tjukurpa. Ora gli antropologi descrivono la situazione come un “ampio raggruppamento di fratellanza”. Quando gli Anangu parlano di se stessi come di un unico popolo sotto un’unica legge si stanno riferendo alla loro ampia fratellanza religiosa. Entro questo sistema la terra e’ di tutti.
Il preciso modo in cui le persone mantengono il legame con le terre del Western Desert e’ l’incontro nelle cerimonie religiose. Queste cerimonie derivano da circa 20 Tjukurpa tradizionali. La strada di queste tradizioni si estende per centinaia di chilometri ed e’ associata ad un piccolo numero di cicli cerimoniali estremamente importanti.
Tutti questi Tjukurpa regionali sono conosciuti da tutti gli adulti del Western Desert che dimostrano il loro sapere in canzoni durante le cerimonie. Questa conoscenza e’ condivisa anche dalle donne ma in una forma con dettagli e segreti diversi.
Il principale modo in cui il Tjukurpa mantiene l’ordine e’ facendo in modo che le persone conoscano e mantengano i doveri reciproci. Alcuni di questi doveri sono parte delle relazioni di parentela. Altri doveri esistono tra i proprietari del sapere o di una terra e coloro che usano tali saperi o tali terre.
Un principio guida fondamentale per tutte le relazioni e’ chiamato ngapartji ngapartji. Sotto questo principio ogni favore impliga l’obbligo di restituire il favore stesso in futuro.
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Come rivolgersi agli aborigeni
Quando gli europei arrivarono per la prima volta in Australia la differenza tra aborigeni e non-aborigeni era evidente nell’aspetto e nello stile di vita. Da allora, i matrimoni incrociati e l’adozione di uno stile di vita occidentale da parte degli aborigeni ha reso queste differenze meno evidenti. Ora c’e’ una evidente differenza tra gli aborigeni nel modo di vivere e nella loro apparenza. In altre cose, tuttavia, gli aborigeni condividono aspetti comuni che senza dubbio li distinguono dagli australiani non-aborigeni.
Oggi la cultura aborigena e l’organizzazione sociale variano dal tradizionale al moderno, dalla citta’ alle abitazioni rurali piu’ remote, e, in apparenza, dal buio alla luce. Non possiamo giudicare una persona piu’ o meno aborigena in base a come si adatta alla societa’ tradizionale: oggi abbiamo aborigeni chiari, neri, e aborigeni che sono docenti universitari.
TERMINOLOGIA INAPPROPRIATA
Antropologi e altri studiosi sociali hanno studiato il razzismo e le categorie usate per disegnare distinzioni tra gruppi di persone. Oggi descrivono il concetto di ‘razza’ come un’idea piuttosto che come una realta’ fisica. Sebbene tendiamo a pensare alle razze come gruppi distinti, la variazione e la sovrapposizione tra gruppi non ci permettono di usarle per distinguere le persone. Anche geneticamente e’ difficile distinguere persone sulla base di caratteristiche fisiche.
Nella nostra societa’ i termini ‘mezzo sangue’ e ‘quarto di sangue’ non hanno molto significato. In termini genetici i genitori di differenti nazionalita’ contribuiscono ognuno col 50% del DNA della progenie. La differenza tra il loro contributo genetico e’ cosi’ piccola che e’ difficile distinguerla. E’ l’ambiente culturale, che non ha basi fisiche, che determina le differenze tra le cosiddette ‘razze’. Quindi, indipendentemente dalle parentele, bambini cresciuti in ambienti aborigeni sono aborigeni. E persone aborigene cresciute in citta’, e che parlanola lingua inglese, tuttora appartengono ad una sub-cultura aborigena.
AUTO-IDENTIFICAZIONE ABORIGENA
Nel 1968 la popolazione australiana accetto’ un nuovo programma per il riconoscimento della gente aborigena a scopi amministrativi. Fu deciso che tale riconoscimento non doveva basarsi sull’apparenza fisica ne’ su alcuna valutazione del patrimonio genetico. Questa decisione riconosce la realta’ genetica e che i termini razziali usati nel passato hanno avuto l’effetto di reprimere la gente aborigena di sangue misto, violando la Dichiarazione su Diritti dell’Uomo delle Nazioni Unite.
Al contrario la gente aborigena venne invitata ad auto-riconoscersi sulla base delle proprie esperienze di vita e della propria appartenenza a comunita’ aborigene storicamente riconosciute. Come risultato, persone la cui ‘aborigenalita’’ era stata negata o soppressa erano ora incoraggiate a parlare di loro stessi come di Aborigeni. La vicenda della distruzione di tutti gli Aborigeni di Tasmania esplose e molti aborigeni di Tasmania di discendenza mista, le cui esperienze erano evidentemente aborigene, riconobbero apertamente la loro aborigenalita’.
Il cambio politico significo’ anche che non era piu’ consentito allontanare i figli aborigeni di sangue misto dalle loro madri aborigene. Questo avvenne in tutte le parti del paese, incluse le terre degli Anangu Pitjantjatjara.
I non-aborigeni hanno tentato raramente di negare l’Aborigenalita’ di molti dei tradizionali proprietari di Uluru.
TERMINI DA EVITARE
Alcuni dei termini da evitare mentre ci si riferisce agli aborigeni derivano direttamene da lingue aborigene e sono talvolta ancora usati da alcuni gruppi. Sono diventati offensivi perche’ spesso usati allo scopo di ridurre la considerazione degli aborigeni o per promuovere stereotipi razzisti.
“nigger’, ‘coon’, ‘darkie’, ‘rockape, ‘coloured’, ‘boong’, ma anche ‘gin’ (riferito alle donne) e ‘buck’ (per gli uomini) sono da evitare. La definizione di ‘selvaggi’ o ‘primitivi’ non e’ solitamente accettabile, anche se scientificamente corretta.
Gli aborigeni non amano essere definiti ‘mezza-casta’ o ‘parzialmente aborigeni’.
TERMINI DA USARE CON CAUTELA
Molti aborigeni non amano essere chiamati con termini provenienti dal dibattito americano per i diritti civili. Esempi sono ‘blacks’ o ‘people of colour’.
Ci sono stati molti dibattiti circa il corretto uso del termine ‘aborigeno’. Un buon compromesso sembra essere l’uso del termine ‘Aboriginal people’. Questo termine enfatizza il fatto che stai parlando di un popolo.
TERMINI DA USARE
I termini migliori da usare per rivolgersi agli aborigeni sono quelli che loro stessi usano. ‘Koori’, ‘Murri’ e ‘Nyungar’ sono ampiamente accettabili per i popoli del sud e dell’est. In Australia Centrale e’ preferibile usare nomi di gruppi linguistici (gente Pitjantjatjara o Arrernte). Alternativamente si puo’ usare ‘Anangu’ per i Pitjantjatjara o ‘Yapa’ per i Warlpiri. Come loro stessi si chiamano. Se si e’ incerti sul gruppo linguistico di appartenenza, ‘Aboriginal people’ e’ la soluzione piu’ sicura.
I proprietari tradizionali del Parco chiamano se stessi ‘Anangu’ o ‘Pitjantjatjara people’. In Pitjantjatjara un uomo e’ wati, un anziano e’ tjilpi, una donna e’ una kungka, un’anziana e’ minyma pampa, mentre un bambino e’ un tjitji. Se non si ricordano i nomi Pitjantjatjara corretti e’ opportuno chiamarli semplicemente men, women e children.
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Parentele
Insieme al Tjukurpa, gli Anangu usano un ampio sistema di parentela per stabilire e mantenere l’ordine. Il sistema descrive comportamenti da mantenere e codici di comunicazione, e designa doveri reciproci.
Le informazioni che seguono sono un adattamento del booklet di Jim Wafer A simple introduction to Central Australia Kinship System
Nella tradizione comune, quando si parla di parenti, ci si riferisce a persone che ricadono in due categorie: persone alle quali siamo collegati per sangue (madre, padre, zi, fratelli e sorelle, cugini, figli, nipoti...); persone alle qali siamo legati per matrimonio (sposi, cognati etc).
Anche gli Anangu ragionano nei termini di questa distinzione, ma si considerano imparentati con tutte le persone dello stesso gruppo linguistico (e spesso con persone di altri gruppi), sebbene non ci sia un chiaro legame di sangue o di matrimonio. E’ vero anche che considerano persone legate per motivi di sangue e matrimonio come parenti stretti, e gli altri come parenti lontani. Il sistema di parentela Anangu va ben oltre quello che noi consideriamo parente, tant’e’ che sarebbero nostri parenti tutti i componenti della nostra comunita’.
Il sistema di parentela dei Pitjantjatjara e’ chiamato ‘classificatorio’: tutti i membri dei gruppi linguistici regionali sono classificati in termini di legami.
I legami possono essere stretti (cioe’ si proviene dalla stessa zona ed esistono legami di sangue o di matrimonio) o lontani. Uno dovrebbe sposare un parente lontano ma della appropriata categoria.
REGOLE:
- I nomi assegnati a madre e padre sono gli stessi dati alle sorelle e fratelli dello stesso sesso (Mama= papa’; Ngunytju= mamma)
- Sorelle e fratelli di sesso diverso hanno nomi diversi (Kamuru= fratello della mamma= zio materno; Kuntili= sorella del papa’= zia paterna)
- Si distinguono i cugini in base all’eta’ dei fratelli e delle dele sorelle dei genitori. Pertanto Kuta= fratello e ogni cugino maschio; Kanguru= sorella e cugina: Malanypa= sorella e fratello quando i piu’ giovani
- Tjamu= nonno e tutti i fratelli dei nonni (entrambi); kami= nonna e tutte le sorelle dei nonni (entrambe)
Per comprendere queste regole e’ utile introdurre quattro termini tecnici:
- parente lineale: e’ dello stesso lignaggio di EGO (ovvero genitori, figli/e, fratelli e sorelle)
- parente collaterale: e’ “di lato”, ovvero un fratello o una sorella di un parente lineale
- cugino parallelo: e’ un figlio/a del fratello del padre o della sorella della madre
- cugino incrociato: e’ il figlio del fratello della madre o della sorella del padre.
Usando questi termini si puo’ concludere che il sistema Pitjantjatjara:
non distingue tra parenti lineali e collaterali, ma solo solo tra paralleli ed incrociati a livello della generazione dei genitori;
a livello della propria generazione non c’e’ distinzione tra parenti lineali e incrociati;
a livello della generazione dei nonni non distingue tra la linea del padre e quella della madre.
REGOLE DI MATRIMONIO
Le regole inglesi dicono chi NON si deve sposare, ovvero persone della propria linea. I soli parenti collaterali che non si possono sposare sono zii e nipoti. Nella lista non sono inclusi i cugini.
Queste regole sono state riviste in molti paesi.
In molte societa’ aborigene e’ importante il LIVELLO.
Persone separate di una sola generazione sono considerate dello stesso livello generazionale (=generazioni armoniche) e persone di generazioni adiacenti appartengono a diversi livelli generazionali (=generazioni disarmoniche). In altre parole:
- i miei nonni e i miei nipoti (=grandchildren) appartengono a generazioni armoniche con la mia,
- i miei genitori, i miei figli, e i miei bisnonni e pronipoti appartengono a generazioni disarmoniche con la mia.
Secondo le regole Pitjantjatjara non si possono sposare persone di una generazione disarmonica.
Sebbene il sistema di parentela Pitjantjatjara sia un sistema classificatorio, non e’ usata, per le regole di matrimonio, la diversa considerazione dei gradi di parentela. Le regole matrimoniali Pitjantjatjara sono state classificate ‘a distanza di parentela’.
I Pitjantjatjara classificano tutti i membri del gruppo secondo relazioni classificatorie e dividono le persone in livelli generazionali. Uno del proprio livello generazionale e’ detto nganantarka o ngananamiri. Quelli di altri livelli, invece, tjanamilitjanpa o inyurpa. Secondo la regola occorre sposare una persona del proprio livello generazionale, non di quello opposto. Ma entro lo stesso livello non ci si puo’ sposare con uno del gruppo ngura. Ngura significa ‘camp’ o ‘country’. Non si puo’ sposare, quindi, uno della propria terra.
La forma di matrimonio preferita sembra essere quella col figlio del fratello lontano della madre (o della sorella de padre) [che sono classificati tecnicamente come cugini]. Il matrimonio con un vero cugino incrociato e’ proibito.
Tuttavia sono possibili altre forma di matrimonio:
e’ possibile sposare la figlia di una madre lontana.
Quello che sara’ il matrimonio e’ anche il risultato di una serie di trattative tra famiglie, che includono relazioni rituali tra gli uomini e i futuri cognati. Quando si parla di promessa di matrimonio, ci si riferisce alla responsabilita’ presa da un potenziale suocero durante una particolare cerimonia maschile, a garantire la moglie a un uomo.
La promessa di matrimonio non rappresenta, pero’, un sistema restrittivo come potrebbe sembrare. Infatti giovani innamorati possono influenzare i potenziali cognati a fare in modo che questa relazione tra il padre e il potenziale marito della sorella sia avviata al momento opportuno. Inoltre un uomo ha moltri potenziali suoceri durante molti anni di cerimonie (cui corrispondono altrettante promesse spose!). Ancora, il padre della sposa puo’ diventare suocero potenziale di molti uomini. Queste donne sono potenziali spose di piu’ uomini. Pertanto molti uomini e donne diventano “promessi” a molti partner tra i quali possono poi scegliere. In molti riescono a sposarsi per amore pur rimanendo entro le regole del sistema.
E’ permessa la poligamia. Le regole per il secondo matrimonio sono le stesse di quelle per il primo. Ma solo pochi uomini e donne accettano la situazione e i piu’ preferiscono avere un solo partner.
Il sistema legale australiano riconosce come validi questi matrimoni e non sono considerati bigamia.
La poliandria, invece, non esiste.
Il sistema Pitjantjatjara prevede distinzioni tra livelli generazionali e tra gruppi locali. La regola matrimoniale proibisce il matrimonio tra livelli generazionali e tra persone dello stesso gruppo locale.
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Statistiche
E’ difficile stabilire quanti aborigeni siano vissuti in Australia prima dell’insediamento europeo. E’ unanimamente riconosciuto l’effetto disastroso che la colonizzazione ha avuto sulle popolazioni aborigene. Nuove malattie e gli scontri di confine ne erano gli effetti piu’ evidenti.
La stima usata piu’ comunemente per stabilre le popolazioni prima del contatto si basa su osservazioni degli anni ‘30 (Radcliffe-Brown). A causa delle difficolta’ incontrate nell’identificazione e nella conta, e’ facile che si tratti di sottostime. Gli studi erano mirati a valutare il punto piu’ basso raggiunto dalla popolazione aborigena dopo il 1877.
Altri ricercatori, e in particolare Butlin, ritengono che il numero degli australiani aborigeni prima del contatto fossero piu’ alti di quanto si pensi. Butlin sostiene che prima del 1877 fossero 1250000, ridotti di un decimo in soli 60 anni.
Nonostante malattie e morti, dovute diretamente o indirettamente alla presenza europea, la popolazione aborigena e’ in ripresa. Nel 1986 in 227648 si sono identificati come aborigeni o Torres Strait Islander (1,5% della popolazione). La difficolta’ di un accurato conteggio nelle zone piu’ remote porta a pensare che questa sia una sotto-stima del numero reale.
FATTORI CHE INFLUISCONO SULLE STATISTICHE DEI PITJANTJARA E YANKUNITJATJARA
Sono stati fatti pochi conteggi delle popolazioni di aborigeni residenti nell’Uluru NP. Il censo del 1986 ha indicato l’esistenza di 948 persone nell’area dei Pitjantjatjara nel NT ma trattandosi di popolazioni nomadi si tratta probabilmente di una sottostima.
L’isolamento ha protetto le popolazioni Pitjantjatjara e Yankunitjatjara dalle malattie e le violenze conseguenti all’invasione europea. L’istituzione della Petermann Aboriginal Reserve nel 1920 ha ulteriormente protetto le popolazioni locali. Ma nonostante questo le popolazioni del sud si sono aggiunte al gruppo delle popolazioni indigene mondiali coinvolte in esperimenti nucleari sulle loro terre.
Gli effetti delle violenze sulle popolazioni dell’Australia Centrale sono state relativamente scarsi, ma ci sono comunque esperienze di violenza che sono raccontate, a ricordo dell’incontro con gli europei. In particolare l’assassinio del 1934 vicino a Mutitjulu. L’incidente spavento’ talmente i parenti della vittima, che questi si trasferirono a Mimili per almeno 40 anni.
Le carestie contribuirono a spostare le popolazioni di Uluru, Kata-Tjuta, Mantarurr e Pirurpakalarintja (le Olias), Kikingura, Tjitjingati, Piltati e Tjunti (nelle Petermanns) a spostarsi verso insediamenti meno aridi ad Areyonga a nord ed Ernabella a sud. Ma nonostante sia stato sostenuto che Uluru fosse stato abbandonato dai tradizionali proprietari, cio’ non e’ vero. Infatti le osservazioni degli esploratori dell’area hanno sempre evidenziato come gli aborigeni abbiano mantenuto una piccola ma costante presenza nell’area. Quelli che ora vivono a Mutitjulu confermano di aver visitato regolarmente Uluru e Kata-Tjtuta negli anni ‘30, ‘40 e ‘50.
Il numero degli aborigeni passati per Uluru e’ aumentato enormemente dopo la costruzione di un pozzo per i turisti del Parco (1958). Derk Roff, il primo sovrintendente del Parco, registro’ il massiccio ritorno delle popolazioni residenti nella zona tra la fine degli anni ‘60 e l’inizio degli anni ‘70.
POPOLAZIONE DELLA MUTJTJULU COMMUNITY
Il primo censo accurato della popolazione di Mutitjulu fu effettuato nel 1986, come parte dello studio ‘Sharing the Park’. Lo studio’ determino’ una media di 129 aborigeni insediati stabilmente ad Uluru, e una media di 29 in visita alla comunita’. Fino dalla restituzione del NP ai legittimi proprietari la popolazione di residenti e’ rimasta stabile. Alla fine del 1991 la comunita’ Mutitjulu stabili’ un “Outstation Resource Centre”. Come risultato piu’ aborigeni visitano la comunita’ e la usano come base.
CRESCITA DELLA POPOLAZIONE E ASPETTATIVA DI VITA
Le popolazioni del Western Desert stanno crescendo, come altre dell’Australia Centrale. Sebbene la mortalita’ infantile sia aumentata dopo il contatto con le malattie “europee”, la migliore cura della salute ha portato ad un leggero aumento del tasso di crescita delle popolazioni. Tuttavia le popolazioni aborigene dell’Australia Centrale soffrono ancora di un tasso di mortalita’ maggiore di quello degli altri australiani. Nel 1986 la principale ragione di questa elevata mortalita’ era l’elevata suscettibilita’ a malattie circolatorie (ipertensione e malattie cardiache) e respiratorie (polmonite e asma). Cause esterne (infortuni, violenze, malattie da infezioni e parassiti) contribuiscono in maniera meno significativa.
In accordo con lo studio sulla popolazione “Nur Khalid” (1986), I morti per 1000 abitanti erano 11.2 uomini e 6.9 donne, tassi elevati se confrontati al 3.9 e 2.8 della popolazione complessiva.
L’aspettativa di vita era di 54.7 anni per gli uomini e 65.08 per le donne, mentre quella della popolazione in genere e’ di 72.77 e 79.13.
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