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Fauna del centro Australia

FAUNA

L’abbondanza della fauna ad Uluru, come in tutta l’Australia Centrale dipende strettamente dalle precipitazioni.
L’inaridimento dell’Australia cominciò milioni di anni fa, quando le foreste cominciarono a retrocedere dalle zone interne e i 3/4 del continente si trasformarono in un semi-deserto.
Il clima continentale, che influisce sulle condizioni atmosferiche nell’Australia Centrale, è caratterizzato da condizioni estreme. La pioggia e’ imprevedibile e una serie di anni aridi possono essere seguiti da parecchie annate umide che inducono la vegetazione a ciclo-breve a crescere e riprodursi. Le elevate temperature diurne estive contrastano con le rigide condizioni degli inverni autunnali.
L’acqua è la condizione necessaria per la vita e gli animali che vivono nella zona hanno dovuto evolvere adattamenti per la conservazione dei liquidi, evitando, tollerando o controllando gli estremi di temperatura. Solo gli animali la cui etologia e fisiologia erano adatte a queste condizioni estreme sono riusciti a sopravvivere.
Alcuni animali si sono adattati ad habitat sotterranei per sfuggire alle temperature estreme; altri hanno evoluto strati esterni capaci di impedire la perdita d’acqua; altri ancora hanno sviluppato sistemi fisiologici che possono funzionare con l’acqua contenuta nei cibi, senza dover necessariamente bere.

A prima vista le dune sabbiose, poco ricoperte di vegetazione, sembrano essere un povero substrato per la vita animale. Tuttavia la vita è quì e la si può scoprire dalle sue tracce sulla sabbia. Tracce di animali, talvolta a centinaia, attraversano le dune e gli spazi tra esse. Molte di queste ‘orme’ sono lasciate da animali notturni che si nascondono alle prime luci del mattino.
Non appena la sabbia si rinfresca dopo il tramonto, piccoli mammiferi come l’hopping micee il dunnart escono alla ricerca di cibo. Si tengono ben lontani dalla luce del giorno e vivono ben sotto il terreno, al riparo dai predatori e dal caldo. Nelle zone piu’ sabbiose, sotto la superficie, è il dominio di quei mammiferi che si sono meglio adattati a questi estremi. La talpa marsupiale è un marsupiale raro e schivo. E’ in un ‘limbo’ evolutivo e non se ne conoscono parenti.
I Rettili, con le loro scarse richieste energetiche, sono ben adattati agli ambienti imprevedibili. Nel deserto australiano sono tra gli abitanti piu’ numerosi e vari. I rettili dipendono dalle elevate temperature per essere attivi. Alcuni, come le goanne, sono facilmente visibili di giorno. Altri, come i gecko, lasciano le loro tracce di notte.
Le pioggie, quando arrivano, portano nuova vita nella regione. Le prime precipitazioni portano strane ‘visioni’: uccelli che si “docciano” nella pioggia, altri, come il galah, che giocano tra i rami. Animali solitamente notturni vengono fuori per cogliere al volo l’occasione.
Durante le pioggie pesanti l’acqua percola attraverso la sabbia svegliando dal sonno le rane sotterranee. Queste rane si sono adattate ad evitarsi reciprocamente: si sotterrano in profondità, lontano dalla superficie calda e secca, per periodi lunghi anni.
Quando la pioggia continua la vita si risveglia anche nelle pozze e nelle sorgenti tra le rocce. Il contatto con l’acqua risveglia lo sviluppo di uova che sono rimaste dormienti per anni e in pochi giorni le pozze sono piene di piccoli crostacei.
La pioggia induce anche l’accoppiamento tra gli insetti: zanzare, scarafaggi e mosche colgono l’occasione per riprodursi freneticamente. E nel giro di pochi giorni la disponibilita’ di insetti e piccoli crostacei attira numerosi uccelli, che seguono torrenti, fiumi e aree allagate.
Insieme al comportamento stagionale, gli animali del deserto vivono sull’opportunità di riprodursi quando le condizioni sono favorevoli, per cui le popolazoni si riducono drasticamente per poi esplodere con le pioggie.
Alcune specie avicole sono divenute nomadi. Anche nei periodi più secchi c’è sempre acqua da qualche parte, ma se la siccità si prolunga, tali uccelli si spostano fino alla costa.
Tra il 1987 e il 1990 fu effettuata un’ispezione della fauna. Sono state identificate 25 specie di mammiferi (6 delle quali introdotte) 74 di rettili e 118 di uccelli.

 FAUNA E ABORIGENI LOCALI (ANANGU)
La conoscenza Anangu della fauna locale è profonda: le loro informazioni circa la localizzazione e gli habitat animali, in particolare quelli dei piccoli mammiferi, sono state decisive per l’ispezione degli animali della zona. Durante questa ispezione gli Anangu hanno mostrato un sofisticato sistema di classificazione, molto simile a quello dei Pirampa (=non aborigeno). Questa conoscenza è parte del Tjukurpa. Gli Anangu non credono che un antenato sia responsabile di tutta la vita che vediamo oggi. Durante il Tjukurpa molti esseri sono esistiti insieme. Gli Anangu e l’attuale fauna ne sono i discendenti.
Gli esseri del Tjukurpa hanno formato la geografia del deserto e gli animali cacciati per fornire cibo. Nelle storie e nelle leggende il Tjukurpa insegna le origini dell’universo, lo spirito del mondo, le leggi della natura, le relazioni tra i sessi, la vita di famiglia, la morte e la vita dopo di essa. Il Tjukurpa riguarda passato, presente e futuro.
Gli esseri del Tjukurpa girovagarono sulle terre e i sentieri da loro tracciati furono “registrati” con attenzione nelle canzoni.
In tempi diversi rocce, pozze d’acqua, alberi e grotte che segnano i sentieri, sono visitate per gli inma.
Durante gli inma, durante giorni di canti e balli, i danzatori rinnovano le vicende del Tjukurpa diventando Ngintaka (perentie), Malu (rufus hare wallaby) o altri animali-antenati. In questo modo la conoscenza del Tjukurpa è preservata per il futuro.
Molti dei siti e dei sentieri del Tjukurpa sono associati ad animali. Quando gli Anangu vedono questi animali, visitano un sito o seguono un sentiero sono riportati alle leggi tradizionali. Per esempio la Liru Walk, un tour esplicativo condotto da Anangu attraverso la strada seguita da Liru (il serpente velenoso).
La caccia agli animali per procurarsi il cibo è una parte integrante della vita Anangu.
Nel passato molti animali erano visti come una fonte di cibo. Tuttavia la caccia, oggi, è ridotta ai grandi marsupiali, gli uccelli piu’ grandi e ad alcune lucertole.
Gli Anangu cacciano in aree remote del Parco e  nella terra aborigena esterna al Parco. La caccia a fine di sussistenza degli Anangu non mette in pericolo nessuna delle popolazioni animali locali, poiche’ cacciano solo specie comuni.
C’e’ un interesse sempre maggiore, tra di loro, per la reintroduzione di animali localmente estinti, ma per loro di grande valore. Mala (rufous-hare wallaby) e wayuta (brushtail possum) ne sono due esempi importanti.
Ad Alice Springs un programma per la riproduzione in cattivita’ del Mala e’ stato condotto fin dal 1981 ed ha dato risultati positivi, tant’è che il Mala e’ stato reintrodotto nelle terre Warlpiri, a ovest di Alice Springs, a metà del 1989. I predatori reinselvatichiti sono il principale limite per il successo del progetto e la loro eliminazione è necessaria per permettere la sopravvivenza del mala.
L’Australian Nature Conservation Agency sta sostenendo anche la ricerca sul wayuta. Attraverso la regione dell’Australia Centrale questa specie, un tempo comune, è oggi ritrovabile solo in tasche isolate. Gli scienziati credono che questo possa essere provocato dalla competizione col nani (coniglio).

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MAMMIFERI

Ci sono 25 specie di mammiferi attualmente registrate nell’Uluru-Kata Tjuta N.P., 6 delle quali introdotte.
Marsupiali
I marsupiali distinguono l’Australia dal resto del mondo, poiche’ da nessun’altra parte i marsupiali dominano la fauna di mammiferi. Ce ne sono erbivori come l’opossum, onnivori come il bandiccot, grandi canguri e wallaby pascolatori, e parecchi carnivori.
Il nome deriva dal latino marsupium e descrive la tasca o la piega di pelle che le femmine hanno nell’addome, e che coprono le mammelle. I giovani nascono prematuri, piccoli e nudi, con la coda e gli arti ancora non sviluppati. Lo sviluppo viene completato nel marsupio.
Gli anangu riconoscono gli animali col marsupio come putatjara. Nelle zone aride solo i putatjara più grandi e quelli più piccoli sono sopravvissuti. Molte delle specie di dimensioni intermedie hanno subito un drastico declino e molti si sono estinti sin dall’arrivo degli europei.

Il piu’ grande è malu, il canguro rosso, diffuso per tutto il parco durante la stagione favorevole. Gli Anangu chiamano l’habitat del malu ‘ulpuru’. Ulpuru e’ caratterizzato da aree estese con pochi ostacoli, in modo che il vento posso soffiare con facilità. Non ci sono spinifex e arbusti pungenti che irritano il malu, ma abbondano le erbe soffici.
Durante il caldo i malu stanno nella boscaglia, ma quando il tempo rinfresca vanno a riscaldarsi nelle aree aperte. Sebbene si nutrano spesso in gruppo, un singolo animale può avventurarsi da solo alla ricerca di erbe piu verdi. Quando ritorna gli altri animali annusano l’odore d’erba dalla sua bocca e lo sanno seguire.
Se ci sono erbe verdi intorno, i malu non hanno bisogno di bere per cui non li si trova vicino ai torrenti. Inoltre evitano le aree allagate. Quando non possono, testano il terreno con la zampa prima di procedere.
Il malu costituisce un’importante fonte di cibo per gli Anangu ed è di grande importanza religiosa per tutti i Pitjantjatjara, in quanto significativo per i maschi. Come tutto il resto del sapere, la conoscenza sul malu, relativa a caccia, lavorazione, cottura e distribuzione rituale, è contenuta nel Tjukurpa.
Il kanyala (euro) è un marsupiale piu’ sedentario che preferisce le zone rocciose, tant’è che può essere visto a Kata-Tjuta. Kanyala può sopravvivere con una dieta di minore qualità che include  lo spinifex. Devono anche avere acqua a disposizione, per cui Kata-Tjuta è per loro il sito ideale.
I viaggi di Malu e Kanyala coprono circa 220 km di deserto, attraverso i territori di molti gruppi Anangu.

Il Tjukurpa racconta della vendetta di Malu e Kanyala sull’uomo-lucertola che uccise Ngintaka (la lucertola perentie). La donna-willy wagtail, parente di Ngintaka, soffrendo per la sua morte, si tagliò i capelli e li diede a Malu e Kanyala per farne una corda (??). Accettando quel regalo, Malu e Kanyala si trovarono in dovere di vendicare la morte di Ngintaka.
Mala e Kanyala inseguirono l’uomo lucertola e lo distrussero.

A causa dell’importanza del Malu Tjukurpa nell’inma degli uomini, i dettagli delle attività di Malu nell’Uluru-Kata Tjuta N.P. possono essere conosciute solo dagli uomini iniziati. Eventuali pubblicazioni relative a questo Tjukurpa andrebbero evitate non solo per il loro valore religioso, ma anche per la loro inaccuratezza.

I marsupiali più piccoli sono tutti notturni che si riparano, durante le ore diurne, in buche e sotto altri ripari.
Il mutja (o murlgara) ha circa le dimensioni di un piccolo porcellino d’India e solitamente vive nelle piane sabbiose (pila) o sui pendii delle dune (tali), in fosse riparate con una entrata principale e 2 o 3 laterali. Si nutre principalmente di insetti, ragni, lucertole e topi.
Mingkiri è il nome Anangu per i piccoli roditori. Li si incontrano tra le erbe in zone sassose, sabbiose o argillose. Le loro code sono molto più lunghe dei loro corpi e generalmente si creano delle riserve di cibi ricchi di grassi, da sfruttare eventualmente in periodi di carenza di cibo. I dunnarts evitano le elevate temperature riparandosi sotto le pietre o in buchi nella sabbia.

Gli Itjaritjari, o talpe marsupiali, si sono specializzate a vivere nella sabbia del deserto. Sono completamente cieche, con arti corti e potenti, e nuotano nella sabbia alla ricerca di insetti, larve e piccoli insetti. Sono però rare da vedere perchè vivono principalmente sotto la superficie dela sabbia. Gli Anangu trovano spesso tracce dei loro spostamenti. L’Itjaritjari viene in superficie dopo le pioggie.
Vicino all’inizio della Mala Walk c’è un sito relativo all’Itjaritjari. Quì, a Itjaritjariku Yuu, la talpa marsupiale si e’ costruita un piccolo riparo. Lo Yuu è ciò che gli Anangu definiscono un rompivento. La pietra all’ingresso della caverna è lo yuu. Itjaritjari è sempre vissuta quì ad Uluru, in stretta armonia coi Mala. E’ una vecchia donna giocherellona ed ha bucherellato la pietra sopra la grotta.

Gli unici mammiferi del mondo che depongono uova sono i monotremi, tra cui ci sono l’echidna e l’ornitorinco. Nel parco si puo’ incontrare tjirilya, l’echidna dal becco corto, specialmente intorno alla base di Uluru.

MAMMIFERI PLACENTATI
I mammiferi placentati si sviluppano completamente entro la femmina e, alla nascita, sono completamente sviluppati. I placentati del Parco sono dingo, roditori e pipistrelli.

Papa inura, o dingo, e’ incontrato di frequente, specie nel pomeriggio vicino al parcheggio del Cultural Centre. Si tratta di animali timidi che si lasciano spaventare dai rumori. Generalmente occupano un territorio ben definito: nelle regioni aride e’ particolarmente ampio e deve comprendere acqua e una zona per la caccia.

I mingkiri (piccoli roditori) sono tra gli animali meglio adattati alle condizioni aride del deserto. Alcuni hanno sviluppato lunghe zampe posteriori e l’attitudine al salto dei canguri. Questo garantisce rapidita’ e agilita’, ma anche la riduzione della superficie a contatto con la sabbia bollente. Le piccole zampe anteriori sono usate per scavare. Possono vivere senza bere perche’ il loro comportamento e la loro fisiologia contribuiscono alla conservazione dell’acqua. Infatti perdono poca acqua grazie ad un’urina molto concentrata e all’assenza di ghiandole sudoripare. Stando sotto terra, ed essendo l’umidita’ nella buche estremamente maggiore, fuggono dalle condizioni troppo calde, riducendo ulteriormente l’evaporazione,.
L’identificazione dei roditori puo’ essere fatta attraverso i denti: tipicamente hanno un paio di incisivi superiori e uno di incisivi inferiori. Tali denti sono lunghi e crescono per tutta la vita dell’animale, ma, con l’uso, sono mantenuti di dimensioni ‘confortevoli’. I roditori si nutrono principalmente di piante.
Sono noti per la loro capacita’ di riprodursi rapidamente non appena le condizioni si dimostrano idonee, tant’e’ che dopo una serie di annate favorevoli possono diventare una vera piaga.
Tra questi animali il piu’ difuso e’ il tarkawara, ovvero il topo-canguro o spinifex hopping-mouse. Spesso li si incontra al tramonto, nella viewing area ma anche entro il resort. Il loro sistema di buchi, profondo ed esteso, e’ scavato nei terreni sabbiosi o nelle colline sabbiose stabilizzate. Ne escono con l’oscurita’ e sono attivi per tutta la notte. I tarkawara hanno lunghe zampe posteriori ed una lunga coda pelosa, che ne determinano la somiglianza coi piu’ noti marsupiali. Come altri topi saltatori non hanno bisogno di bere, ma ottengono l’acqua di cui hanno bisogno da una dieta di semi, piante verdi e insetti.

Alcune specie di pinytjantjara (pipistrelli) vivono nel Parco. Alcuni, come il piccolo cave eptisicus, vivono in grotte. Altri, come il lesser long-eared bat e il piccolo broad-nosed bat, si riparano durante il giorno sotto le cortecce o in cavita’ degli alberi. Si incontrano facilmente nei cieli serali e notturni mentre si nutrono degli insetti attratti dalle luci dei veicoli o degli edifici.Sono molto diffusi e spesso li si vede bere dalle piscine del resort.

SPECIE ALLOCTONE (INTRODOTTE)
Sono in tutto 6:
Il tuuka (volpe) e il putjikata (gatto) sono entrambi predatori di specie endemiche ma anche di altre specie introdotte come topi e conigli.
I putjikata si trovano in molti habitat ma e’ difficile stabilire il loro impatto sulla fauna locale.

 Il nani (coniglio) compete con le specie autoctone per cibo e habitat. I conigli hanno causato gravi danni alla vegetazione sul lato orientale di Kata Tjuta, rendendo le pendici sensibili all’erosione. I programmi di gestione e controllo sono riusciti a mantenerne il numero ridotto. Tuttavia, come per i roditori, il loro numero cresce rapidamente in periodi con buone precipitazioni.

Il topo delle case compete coi piccoli roditori nativi per habitat e risorse di cibo.

I kamela (cammelli) possono essere occasionalmente incontrati entro i confini del Parco. Sono animali nomadi che si spostano anche di migliaia di chilometri alla ricerca di cibo. Il loro impatto non e’ stato ben determinato ma si teme sia distruttivo.

I papa (cani) sono permessi nel Parco ma solo se di proprieta’ degli Anangu. Sono molto legati ai loro cani, e soprattutto gli anziani ne possiedono parecchi. Gli Anangu ritengono che i papa possano vedere i mamu (mostri spirti), invisibili agli occhi umani. Sono tenuti per compagnia ma anche per avere aiuto nella caccia.

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Rettili

Gli scienziati hanno registrato 72 specie nel Parco.
I rettili devono affrontare gli stessi problemi di uccelli e mammiferi per sopravvivere nell’arida regione centrale. A loro vantaggio hanno una pelle impermeabile priva di ghiandole che riduce al minimo la perdita d’acqua per traspirazione. Le loro urine, inoltre, sono molto concentrate.
La loro temperatura corprea e’ determinata dall’esterno piuttusto che da meccanismi fisiologici , per cui sono generalmente meno attivi al freddo. Spesso si piazzano al sole al fine di riscaldare il proprio corpo e raggiunge temperature ideali per le attivita’ metaboliche. Quando il caldo e’ eccessivo si nascondono in ripari mantenendo cosi’ la temperatura corporea migliore.
Sono animali a sangue freddo, pecilotermi.
Le specie notturne, quindi, hanno bisogno di temperature tiepide per essere attive. Il numero di rettili incontrabili nel Parco dipende quindi dalla stagione in cui lo si visita. La primavera e’ la stagione piu’ favorevole poiche’ cercano di massimizzare l’aumento di temperatura per uscire dal torpore invernale.
Il loro numero fluttua in base alle condizioni ambientali. In anni con buone precipitazioni l’abbondanza di piccoli mostra come i rettili abbiano approfittato delle condizioni favorevoli.

LUCERTOLE
Queste si dividono in geki (pirurpa), skinks (mulingka), goanne (tinka), dragoni (witji) e lucertole senza zampe (kuyi).
Durante il giorno, tra i cuscini di spinifex, si possono incontrare mulingka e piccoli witji, mentre la notte gli stessi posti diventano luoghi di caccia per pirurpa e kuyi.
Un certo numero di tinka vive e caccia atri rettili e mammiferi tra lo spinifex.
Altri habitat favorevoli ai rettili sono le fratture tra gli alberi, le corteccie frammentate e lo stesso Uluru. Lungo la Mala Walk si puo’ incontrare la mulyamaru (goanna dalla testa nera) mentre prende il sole in una frattura della superficie della roccia. Altre specie sembrano essere limitate alle pareti rocciose di Kata-Tjuta.

PIRURPA (GEKI)
Se ne contano 11 specie.
Sono animali notturni con corpi morbidi, che cambiano pelle ad intervalli periodici. Non hanno palpebre mobili che riparano i loro grandi occhi. Possono amputarsi volontariamente la coda come mezzo difensivo: la coda mozzata distrae il predatore mentre loro scappano, e una nuova coda crescerà per sostituire quella persa. Molte specie hanno arti con ventose che li rendono capaci di avventurarsi per pareti veticali e sulle coperture delle cavita’.
La specie avvistata piu’ comunemente e’ il geko dalla coda spinosa, con le caratteristiche spine intorno alla coda, ai lati e intorno agli occhi.   
Intorno ad Uluru, al tramonto, si puo’ incontrare il knob-tailed geko coi suoi enormi occhi e la corta coda con la caratteristica pallina all’estremita’.

SKINKS
Le 21 specie sono generalmente identificate dalle zampe sviluppate.
Quella piu’ grande e’ lungkata (blue-tongued). Ce ne sono 2 specie nel parco, distinguibili dal numero di strisce sul dorso. La western blue-tongue ne ha non piu’ di nove mentre la central blue-tongue ne ha almeno dodici.
Nel Tjukurpa, Lungkata viaggio’ attraverso la campagna portando un bastone per fare il fuoco. I suoi 2 figli lo seguivano ed erano affamati nonostante avessero mangiato carne di canguro il giorno prima. Arrabbiato perche’ i suoi figli non avevano dato cura al suo appetito, decise di fermarsi ed accendere un fuoco. Poso’ il suo bastoncino sul bush che immediatamente ‘esplose’ in fiamme che scintillavano. Immediatamente cespugli di, erbe ed arbusti presero fuoco in ogni direzione.
I figli ruppero rami dagli alberi e cercarono, con questi, di spegnere le fiamme. Quando pensarono di avercela fatto, si sdraiarono per riposarsi ma quando si svegliarono scoprirono che il fuoco stava bruciando piu’ vivo che mai.
La stessa cosa si ripete’ piu’ volte,  il fuoco li spinse sempre piu’ a sud. Alla fine i figli, esausti, morirono nel deserto in un sito noto agli Anangu perche’ il fuoco ci nasce da solo.

TINKA (Goanne)
Ce ne sono 6 specie (monitor lizard). Le loro dimensioni variano dai 30 cm di pinakunytjinytji ai 2 metri di ngintaka. Nginkata e’ la lucertola piu’ lunga d’Australia. E’ piu’ facile, pero’, incontrare milpali o kulkarti (Gould’s sand goanna) che cresce fino ad un metro di lunghezza. In primavera ed estate le si trova vicino alle strade che attraversano le dune di sabbia e le aree di mulga.

I due grandi rettili del deserto, Ngintaka e Milpali, decisero di decorarsi a vicenda per un inma. Ngintaka e’ un abile artista e mette grande cura nel suo lavoro. Dipinge linee e punti sul corpo e sulla coda di Milpali. Quando l’ocra sl suo dorso si e’ asciugata si gira e Ngintaka, usando il piu’ fine dei pennelli, dipinge linee precise e delicate sulla sua pancia.
E’ ora il turno di Milpali che deve dipingere Ngintaka. La pittura del suo corpo ha preso molto tempo, e poco ne resta prima dell’inma. Milpali e’ impaziente e dipinge Ngintaka  punti semplici e gialli con pezzi di corteccia arrotolata.
Una volta finito Nintaka chiede come appare e Milpali, mentendo, dice che sta bemissimo. A questo punto si incamminano verso l’inma, orgogliosi del loro aspetto. Tuttavia, lungo la strada, incontrano una pozza d’acqua per cui possono specchiarvicisi dentro. Ngintaka e’ furente e attacca l’iguana per la sua menzogna ma Milpali scappa arrampicandosi fino alla cima di un eucalipto.
Ngintaka l’avverte  che da ora dovra’ vivere per sempre tra i rami dell’albero, potra’ ripararsi nel suo tronco, mentre lui usera’ le rocce come casa e riparo. Oggi si possono vedere i due rettili nei loro diversi habitat e coi diversi disegni. Milpali, la Gould’s goanna, e’ una bella lucertola con un disegno colorato di linee sul dorso e sul ventre, mentre Ngintaka, ha una pelle scura coperta di linee irregolari e grandi punti gialli.

WITJI (Dragons)
Sono 8 le specie nel Parco.
Hanno pelli rugose, spesso con scaglie allargate che formano spine. Essendo capaci di sopportare temperature elevate, sono attive di giorno.
Generalmente e’ facile avvicinarsi ad essi: quando sono disturbati gonfiano la loro testa. Quest’atto e’ seguito da una rapida ritirata nel nascondiglio piu’ vicino.
Possono anche cambiare colore in varie circostanze. Oltre che per confondersi con lo sfondo, questi cambiamenti possono verificarsi in seguito a cambi di temperatura, durante l’attivita’ sessuale, o quando spaventati, feriti o malati.
Ngyari (thorny devil) e’ un piccolo ma spettacolare dragone spinoso con macchie multi-colorate. Lo si vede spesso mentre attraversa la strada a passi lenti e con la coda eretta. Si nutre esclusivamente di formiche nere e puo’ arrivare a mangiarne a migliaia in ogni pasto. Il suo aspetto spaventa i predatori ed aiuta a bere. Dentro la pelle, infatti, e’ nascosto un sistema di piccoli canali che, con l’aiuto delle spine, incanala l’umidita’ verso la bocca. In questo modo può massimizzare la ‘bevuta’ durante una poggia.
Gli Anangu parlano spesso delle femmine ngiyari mentre mettono in mostra la loro ‘danza’.

KUYI ( lucertole senza zampe)
Sembrano serpenti, coi quali condividono il movimento. Ma hanno lingue ampie anziche’ bifide e non sono velenosi. Kuyi hanno anche la capacita’ di perdere e far ricrescere la loro coda, come geki e skinks.
Ce ne sono 5 specie nel Parco, una delle quali e’ molto simile ad un giovane brown snake

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SERPENTI
12 specie di serpenti popolano il Parco.
KUYI (Serpenti ciechi)
Gli Anangu gli danno lo stesso nome delle lucertole senza zampe.
Non hanno occhi ma hanno sviluppato piccole macchie scure luce-sensibili sotto le scaglie della testa. Si nutrono di termiti e formiche, e sono comuni anche se raramente incontrabili.
Le 3 specie del Parco sono piu’ piccole di 350mm e totalmente innocue.

KUNIYA (Pitoni)
Sia il Woma che il pitone di Stimson vivono nella zona anche se li si incontra raramente. Come tutti i pitoni non sono velenosi ma possono difendersi mordendo. Una preda preferita e’ il Liru, che uccidono per soffocamento.
Le femmine depongono uova che incubano avvolgendosi intorno a loro. Non appena la temperatura diminuisce tremano per mantenere le uova calde. Questa pratica continua fino alla schiusa.
LIRU (Serpenti velenosi)
8 specie sono state identificate ad Uluru.
Sono abili cacciatori capaci di predare ratti che rappresentano avversari feroci e pericolosi, soprattutto in spazi ristretti. Coi loro spostamenti rapidi e i loro morsi velenosi riescono ad uccidere la preda senza rischiare una prolungata ‘battaglia’.
Nel Parco i liru sono piccoli e mediamente velenosi, ma 2 specie tra quelle facilmente avvistabili dai visitatori sono pericolose.
Il Walara (serpente bruno occidenntale) cresce fino ad un metro ed ha una colorazione che va da un arancione con la testa nera ad un marrone uniforme, pallido o scuro.
Il king brown o mulga snake è piu’ grande e forte, ed è marrone uniforme o color rame.

Wanampi e’ un serpente gigante della mitologia. Non e’ uno degli esseri totemici della mitologia del Tjukurpa, poiche’ non ha creato nessuno degli aspetti topografici del territorio, ma rimane, oggi, quello che e’ sempre stato. Mount Olga e’ la casa permanente di un wanampi pericoloso e colorato. Wanampi vive e controlla le pozze d’acqua.
Durante la stagione umida Wanampi di Kata-Tjuta vive in una delle pozze d’acqua in cima alla montagna mentre durante il periodo secco si sposta in una pozza lungo Olga Gorge. Se il secco prosegue si ritira entro la roccia.
Il vento soffia sempre ad Olga Goege, talvolta gentilmente, ma qualche volta come un uragano. Questo e’ il respiro di Wanampi quando e’ arrabbiato. Gli Anangu non accendono fuochi in quest’area e non ne bevono l’acqua.

MORSI DI SERPENTE: primo intervento

  1. Far sdraiare la persona e tenerla ferma. Parlargli in modo calmo e confortevole. NON sciacquare la zona del morso ne’ cercare di succhiare il veleno. Tracce di veleno sulla pelle possono aiutare il medico ad identificare il tipo di anti-veleno adatto. NON tagliare la pelle del ferito
  2. Se il morso è su un arto applicare una benda intorno alla zona del morso e continuare a bendare l’intero arto. Il bendaggio dev’essere stretto ma confortevole e non costringente.
  3. Se il morso è sulla testa o sul tronco premere saldamente la zona con la mano e mantenere il ferito MOLTO immobile.
  4. Chiamare l’ambulanza del resort (se si ha la radio) o cercare di contattare un ranger. Radio d’emergenza sono posizionate alla base della scalata di Uluru e alla Valley of Winds.
  5. Cercare eventuali segni di shock e se il paziente perde conoscienza posizionarlo nella stabile posizione laterale. Controllare respiro e battito e matenersi pronti ad effettuare respirazione artificiale e intervento al cuore.
  6. Se possibile e NON PERICOLSO uccidere il serpente e renderlo disponibile per il riconoscimento.

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ANFIBI

Gli unici anfibi australiani sono le rane.
Sono vertebrati con una pelle soffice e ricca di ghiandole, arti pentadattili e un ciclo vitale che comprende uno stadio larvale acquatico e un adulto terrestre ma che, per vivere, necessita di un tasso di umidita’ costantemente elevato. Gli Anangu chiamano le rane nganngi.
4 specie di rane vivono nel Parco.
Sopravvivono evitando le condizioni aride del deserto. Quando le acque si prosciugano, le rane assumono piu’ acqua possibile e si seppelliscono 1 metro sotto il livello del terreno, dove l’umidita’ e’ alta. Per aumentare la protezione dal disseccamento si riparano in una camera e si avvolgono in una membrana di secrezioni e pelle secca. Entrano in uno stato di dormienza che puo’ durare anni.
Quando piove, l’acqua penetra nel terreno risvegliando le rane. Si ‘mangiano’ la loro via d’uscita dalla membrana (e’ il loro primo pasto!) e scavano la strada verso l’esterno dove si nutrono e si riproducono. L’acqua puo’ non essere sufficiente e la riproduzione rimandata. Entro 30 giorni una nuova generazione di nganngi e’pronta a ‘riseppellirsi’.
Gli Anangu conoscono questa ‘pratica’. In tempi di siccita’ individuano le loro camere, scavano e ne strizzano l’acqua. Si trovano girini (kurtjikurtji) nelle pozze piu’ grandi alla base di Uluru.
C’e’ una storia che gli Anangu raccontano ai loro bambini:
Tanto tempo fa, tutti gli uccelli, gli emu, i canguri rossi, le lucertole, iI topi e tutti gli altri animali vivevano insieme su un’isola circondata d’acqua, come Uluru e’ circondata dalla sabbia.
Solo l’uomo non viveva con loro, ed era il vecchio Nganngi. Viveva da solo lontano dagli altri come Kata-Tjuta lo e’ da Uluru. Non usciva mai e non cacciava. Poiche’ era piccolo e non poteva vedere bene, non riusciva mai a prendere niente!
Gli altri erano soliti andare a caccia seguendo sempre lo stesso sentiero, che passava di fronte al wiltja (riparo) di Nganngi. Lui sedeva li, affamato, pensando che gli altri passavano sempre di li ma non gli lasciavano mai nulla da mangiare. Solo Wati Luunpa, il kingfisher, gli dava del cibo, ma non molto.
Un giorno ebbero un grande inma. Nganngi ci ando’ e chiese:”Datemi del cibo, io non ho niente”.
Risposero:”No, e’ nostro!”
Nganngi poteva vedere che i loro ripari erano pieni di kuka (carne), mai(vegetali) e tjala(honeyant). Se ne ando’ a casa triste pensando a cosa fare.
Decise di scavare sotto il lago e di sedersi alla fine del tunnel. L’acqua scolo’via dal lago nel suo stomaco che divenne sempre piu’ grande , fino a che aveva bevuto tutta l’acqua. A questo punto scavo’ nel terreno. Gli altri erano confusi. Dov’era finita l’acqua?
Luunpa era l’unico che aveva cominciato a capire. Era un uomo sveglio e aveva un gran talento nel far ridere gli altri.
Tutti dissero: “Se e’ stato Nganngi a prendere tutta l’acqua, dov’e’ ora?” .
Lo cercarono in ogni direzione ma non riuscirono a trovarlo. Kipara (austrlian bustard) disse che sarbbe volato via per cercalo. Trovo’ Kampurarpa (desert raisin) e si sedette a mangiare. Non ando’ avanti a cercare e non torno’ indietro.
Kalaya (emu) avrebbe fatto lo stesso. Trovo’ molti wangunu (naked wollybutt) che crescevano e si fermo’ a mangiarli. Si ricordo’ di tornare indietro e disse di non avere trovato la rana.
Gli uomini decisero quindi di mandare il loro migliore cacciatore, Walawuru (wedge-tailed eagle) a cercarla. Volo’ tutt’intorno fino a quando individuo’ la rana circondata da un’enorme pozza d’acqua.
Non appena Nganngi vide Walawuru, bevve tutta l’acqua e si nascose sotto-terra. L’aquila fischio’ rumorosamente e la rana venne fuori dal suo nascondiglio: Walamuru la invito’ a tornare con lui promettendo che l’avrebbe trasportata con delicatezza.
La rana accetto’ e quando tornarono al campo gli altri cercarono di farla sorridere facendogli regali. Gli porsero anche disegni dei loro sogni ma lei rimaneva seduta, arrabbiata e piena.
A quel punto tutti si dipinsero i loro corpi e ballarono per lui le danze piu’ belle, ma lui continuava a non voler ridere. Gli altri cedettero e tornarono ai loro ripari. Solo Luunpa rimase, si pitturo’ e danzo’ una vecchi danza, Ayinayini. Nganngi non pote’ trattenersi e scoppio’ a ridere. Tutta l’acqua gorgoglio’ fuori dalla sua bocca.
Tutti uscirono dai loro ripari e ridendo, bevendo, nuotando, si scusarono con la vecchia rana promettendole che avrebbero per sempre badato a lei.

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UCCELLI

Gli uccelli sono il gruppo di animali piu’ numerosi nel Parco: i loro colori e i loro canti  sono parte integrante del paesaggio arido.
Molte specie sono nomadi o migratorie, e dopo un periodo di pioggie abbondanti si spostano numerosi nel Parco. Altre vivono qui’ ma pochi animali sopravvivono dopo lunghe siccita’. La dipendenza dall’acqua porta gli uccelli ad essere sempre a distanza di volo da essa. Quelli che si nutrono di insetti, il gruppo piu’ numeroso, e le specie carnivore incrementano la loro assunzione di acqua con quella contenuta negli alimenti. Per ridurre la perdita d’acqua ne espellono poca nelle feci.
Alle alte temperature gli uccelli perdono piu’ acqua di quanta ne perdano mammiferi della stessa taglia. Molta e’ persa con la respirazione e non per evaporazione, essendo gli uccelli privi di ghiandole sudoripare. Inoltre la maggior parte delle specie e’ diurna e, non potendo ripararsi sotto terra come mammiferi e rettili, non possono sfuggire alla calura delle ore piu’ calde. L’unica possibilta’ di ristoro e’ l’ombra. Gufi e civette, che sono attivi di notte, si riparano durante il giorno in rocce o tra gli alberi.
Molti uccelli vivono in tutti gli habitat del Parco, ma altri solo in alcuni ambienti.
Gli Anangu li identificano grazie ai loro richiami, che portano anche alla scelta del nome. Spesso gli Anangu chiamano con lo stesso nome generico uccelli con richiami simili. Tutti i falchi, ad esempio, sono kirkinpa, e tutti i wood swallows sono tjalpu-tjalpu.

PULI-ULURU E KATA TJUTA
Intorno ad Uluru e Kata-Tjuta, o tra la boscaglia alla base del monolito sono visibili:
            Walawuru                   -Wedge-tailed eagle;
            Kirkinpa                     -Falco bruno, Australian kestrel, Falco pellegrino,                                                   Hobby australiano, Black-breasted kite
            Patupiri                       -Fairy martin
            Tjalpu-Tjalpu  -little woodswallow
E’ facile notare gli Australian kernels mentre volano alla ricerca di prede sul terreno.
I Falchi volano piu’ alti. Sono uccelli potenti, con lunghe ali appuntite e code lunghe. Quando inseguono una preda si avvicinano con duri battiti delle ali oppure con le ali chiuse a meta’ o completamente, come fossero una bomba. I falchi predano altri uccelli, piccoli mammiferi, rettili e insetti, e uccidono con un colpo di becco all’altezza del collo.
I patupiri costruiscono i loro nidi  di fango a forma di bottiglia nelle cavita’. E’ piu’ facile, pero’, vederli volare mentre mostrano le loro coscie bianche.
I Tjalpu-tjalpu cacciano insetti in alto, sulle pareti.
Piu’ vicino al terreno, tra gli alberi e gli arbusti, si puo’ trovare il comune grey-headed honeyeater. Svolazzano a coppie o in piccoli gruppi, cinguettando allegramente e inseguendosi l’uno con l’altro.
I Warutjilyarpa (black-faced cuckoo-shrikes) sono piu’ tranquilli e attirano meno l’attenzione su se stessi.

TJANPI (Spinifex)
Questo e’ un habitat specializzato sulle rocce intorno a Kata-Tjuta, presente lungo il sentiero della Valley of Winds. Due uccelli poco comuni vivono qui’. Sono
            Mirilyirilyi      -dusky-grass wren e painted fire-tail finch
Li si vede intorno alle rocce, e quando spaventati scappano via, correndo piu’ che volando. Sono animali timidi, ma sono noti perche’ compaiono, cantando, chiamandosi e correndo tra le rocce. Poi, cosi’ come sono comparsi, spariscono rapidamente.
I loro nidi sono mezze cupole costruite in maniera essenziale con erba soffice e secca, nascosta tra cespugli di spinifex o bush denso. Depongono 2  o 3 uova di colore bianco-rosa con macchie marroni-rossastre.

PUTI (WOODLAND & SHRUBLAND)
Esempi di questo tipo di vegetazione sono facilmente osservabili dalle strade del Parco. Grevilleas, acacie e desert oak offrono riparo e cibo a:
Patilpa            -Port Lincoln ringneck
Pinpa-pinpalpa            -White-plumed honeyeater
Tjalpu-tjalpu               -balck-faced woodswallow
Tjintir-tjintirpa            -willy wagtail
Piyar-piyarpa  -galah
Pititjaku-pititjaku       -pied butcherbird
Kurparu                      -Australian magpie
Kalaya                        -emu
Kaanka                       -little e Torresian crows
Kirkinpa                     -Brown goshawk, Mistletoebird e red-browed pardalote
Patilpa sono spesso avvistati tra le desert oak dove si nutrono dei semi delle pigne. Si possono vedere anche tra il puti lungo le linee di drenaggio dell’area di Kata-Tjuta.

Tjalpu-tjalpu sono uccelli grigio fumo/marroni lunghi 175-200 mm, con una piccola area nera alla base degli occhi. Hanno ali grigie e la coda nera inferiormente e una punta bianca. Alcuni sono piu’ grigio-argentato degli altri.
Si vedono coppie o gruppi di tjalpu-tjalpu volare in cerca di insetti o appostati aspettando che questi passino. Sui rami si spostano lateralmente ma quando sul terreno saltellano. Sebbene si nutrano principalmente di insetti, li si puo’ vedere mentre si mangiano nettare e polline. Hanno lingue divise che gli permettono di raggiungere il centro dei fiori. Sono molto sociali e mantengono il contatto con gli altri richiamandosi mentre volano o sono appollaiati sui rami. Si difendono dai predatori con la tattica del mobbing.
La pioggia e la previsione di buone condizioni per la crescita della progenie inducono i tjalpu-tjalpu ad accoppiarsi rapidamente in ogni periodo dell’anno. Costruiscono un nido arrotondato di rametti, radichette ed erba sulla ramificazione ben protetta di un albero o un arbusto. La costruzione e’ cosi’ essenziale che le uova possono essere viste dal basso.

PUTI WANARI (Mulga)
E un albero molto comune nel Parco e cresce in gruppi di alberi tutti della stessa eta’. Gli uccelli che si trovano qui’ variano in base a da quanto tempo il mulga e’ bruciato, e includono:
Mirilyrilyl                   -variegated fairy-wren, splendid fairy-wren
Mininy-miniypa          -chestnut-rumped thornbill
Tjintu-tjintu                 -Inland thornbill
Tjitjirara                     -spiny-cheeked noneyeater
Tjintir-tjintirpa            -willy wagtail, western greygone, southern whiteface
Warutjilyarpa -Black-faced cockoo-shrike
Sebbene le due specie di fairy-wren siano spesso incontrate in queste aree, il ‘variegated’ puo’ essere visto ovunque nel Parco.

Il Tjukurpa racconta di come Tjintir-tjintirpa senta suoni di canzoni provenienti da nord-est. Felice, realizza che la cerimonia dei Mala e’cominciata. Ad esprimere il piacere, sorride, formando l’Ikari, la ‘risata’, una cavita’ vicino a Mutitjulu alla base di Uluru.

KARU (Gullies & creek beds)
E’ un Habitat limitato nel N.P., ma lo si puo’ trovare ad Olga Gorge e nel circuito della Valley of Winds.
            Nyii-nyii                      -zebra finch
            Killykillykari              -budgerigar
            Aralapalpalpa -crested pidgeon
            Tjulily-tjulilypa           -mulga parrot
            Wilyurukuruku           -cockatiel
            Panpanpalala              -crested bellbird
            Patilpa             - Port Lincoln ringneck e diamond dove
Questi uccelli si nutrono di semi e devono bere almeno una volta al giorno. La presenza di uccelli con questa dieta dipende dalla disponibilita’ dei semi stessi, che a sua volta e’ correlata alle precipitazioni.
Alla meta’ del 1986 pochissima acqua era rimasta nei confini del parco e i nyii-nyii erano assenti in molte aree. Le forti precipitazioni alla fine di quell’anno e all’inizio del successivo determinarono una grande crescita di erba per cui il numero di nyii-nyii crebbe rapidamente in quei mesi.
Gli zebra finches sono piccoli uccelli grigiastri con una striscia bianca e scura sul muso e guancie arancioni. La coda e’ nerastra con righe bianche. Le femmine non hanno macchie arancioni. Sono grigie con facce bianche e nere e hanno colorazione della coda simile a quella dei maschi.
Se l’acqua e’ rapidamente disponibile il nyii-nyii beve ogni ora. Questa caratteristica e’ stata sfruttata dagli Anangu e dai primi Pirampa (non-aborigeni) che seguivano gli uccellini per individuare pozze d’acqua.

Il Tjukurpa associato al nyii-nyii parla dei viaggi di questi uccelli ancestrali. Esiste in inma Nyi-nyii (Zebra finch ceremony) che e’ una parte importante della vita cerimoniale. Poco di questa cerimonia e’ spiegato ai Piranpa.

TALI & PILA (Plains, open grasslands, dunes & the valley in between)
Sono gli habitat piu’ diffusi nel Parco e i primi a mostrare gli effetti della siccita’. Dopo lunghi periodi aridi ci sono pochi uccelli. Le dune sono ambienti molto fragili che non vanno disturbati.
Miititi                          -crimson chat
Luumpa                       -red-backed kingfisher
Mirilyirilyi                  -White-winged wren
Kirkinpa                     -Little eagle
            Kakalyalya                 -Cacatua rosa e pink honeyeater
Pirunkura                    -Singing honeyeater e white-wenged triller
Tjuun-tjuunpa -white browed babbler
Tjalpu-tjalpu               -Masked woodswallow, white-backed woodswallow e                                               grey butcherbird
Il luumpa e’ un ‘kingfisher’ della foresta, che cerca cavallette e piccoli rettili.

E’ Luurpa che piange un avviso agli uomini-Mala per l’arrivo di Kurpany. L’avviso e’ ignorato e Kurpany attacca i Mala uccidendone alcuni

Miititi e’ lungo tra I 100 e I 120 mm. Si nutrono di insetti per cui hanno abbandonato la necesssita’ di bere. Sono tra gli uccelli piu’ nomadi dell’intera Australia e sono noti perche’ attraversano insetti che hanno pochi insetti. Forse perche’ la loro lingua ha una morfologia tale da permettergli di succhiare nettare per ottenere energia supplementare.
I loro nidi sono a forma di coppa e vengono costruiti nella boscaglia bassa, in cespugli di spinifex o anche sul terreno. I miititi si accoppiano entro colonie poco numerose ma che difendono vigorosamente il sito coi nidi.

Nel Tjukurpa a Pirurpakalarintja, una stazione a ovest del parco, Walawuru era sposato a Kaanka e Kakalyalya. Kaanka non era la preferita ed era molto gelosa della bella Kakalyalya. Un giorno, mentre Walawuru era via, Kaanka combatte’ con Kakalyalya sconfiggendola.

NGATUNPA (Victoria wattle)
Questa acacia spinosa la si trova principalmente intorno alla base di di Uluru e Kata-Tjuta. Dove gli alberi crescono sulle pendici di Kata-Tjuta si possono incontrare i tjiutinpa, o chiming wedgebills. Questi uccellini con una cresta sono lunghi 195-220 mm. La loro coda e’ piuttosto prominente e arrotondata, marrone scura con punte bianche evidenti. Hanno becco corto e di colore marrone scuro.
I loro nidi sono a forma di piatta coppa, costruiti lassamente con bastoncini ed erba, ad uno-tre metri di distanza dal suolo. Occorre prestare attenzione a non avvicianrsi troppo per evitare che abbandonino i nidi.

 MUNGANKA (di notte)
Kurkurpa                    -southern boobook owl
Wiratju                        -barn owl
            Piiwi                            -Tawny frogmouth
Kunkutakatu              -Spotted nightjar
I Wiratju si trovano nelle cavita’ di Uluru. Ossa trovate nell’area appartengono a specie che non si trovano piu’ nel Parco.
Piiwi li si puo’ trovare qualche volta durante il giorno, specie a Kantju Gorge.
Al ritorno da Kata-Tjuta, di notte, si possono incontrare i nightjar, riconoscibili dalle macchie bianche sulle lunghe ali.

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INVERTEBRATI
Gli invertebrati sono gli animali privi di scheletro interno.
Gli Anangu hanno sempre usato gli insetti come indicatori dei cambi stagionali e climatici.
Il loro ruolo nell’ecosistema e’ decisivo ma poco si sa circa la lro composizione. Sono gli agenti impollinatori di molte piante e i decompositori del materiale organico. Rappresentano anche una fonte di cibo per gli altri animali.

Dopo la pioggia le pozze nelle rocce pullulano di piccoli crostacei. Sono gli shield shrimps, e devono il loro nome al largo scudo che copre il loro corpo. Il loro ciclo vitale e’ collegato all’irregolarita’ delle precipitazioni. Le microscopiche uova hanno bisogno di un periodo di dessiccamento prima di essere pronte alla schiusa, ma hanno anche bisogno di acqua perche’ si raggiunga lo stadio adulto. Vivono fino a quando c’e’ acqua nella pozza e depositano migliaia di uova che resistono fino a quando la pozza non e’ riempita nuovamente dalle nuove pioggie. Per prevenire una schiusa prematura, le uova sono deposte vicino ai bordi, che sono bagnati solo quando la pozza e’ davvero piena. Bastano pochi giorni per vedere le pozze piene di questi animali.

Anche le lumache si sono adattate a vivere in questi ambienti desertici. Durante il periodo sopravvivono facendo aderire i loro gusci alle rocce. Quando piove si riproducono rapidamente mentre l’ambiente e’ ancora umido.

I ragni sono uno dei gruppi piu’ comuni negli ambienti aridi. Molte delle specie delle zone interne trascorrono gran parte della loro vita in buche permanenti. Vengono fuori da questi micro-ambienti umidi solo dopo le pioggie. I loro occhi luminosi possono essere visti quando illuminati e, dopo pesanti pioggie, grandi ragni ‘scavatori’ possono essere portati via dalle loro tane.
Orb-web spiders conducono una vita pericolosa nelle zone aride, ma la dispersione della progenie affidata al vento li aiuta a trarre vantaggio delle pioggie sparse e del conseguente aumento di insetti.
Le specie che tessono una tela, sono quelle di maggior successo. I gruppi Conothele e Missulena disperdono la loro progenie come il gruppo precedente. 
Il ragno-volpe e l’huntsman spider,  che nelle foreste e nel woodland vivono in superficie, occupano buchi in Australia Centrale.

Le piccole e nere bush-flies sono la piu’ fastidiosa esperienza per i visitatori del Parco. Il loro numero aumenta drammaticamente con le alte temperature e i venti caldi da nord.

Dopo le pioggie le zanzare sembrano sbucare dal nulla. Le Aedes dell’entroterra inseriscono le loro uova nel fango in essiccamento di quelle che erano delle pozze. Solo uno o due giorni di umidita’ sono sufficienti per la formazione delle larve, ancora dentro il loro guscio. Queste larve possono rimanere dormienti fino a che la pioggia non cade ancora rendendo possibile il completamento dello sviluppo e la formazione di zanzare adulte.

Le termiti sono di importanza fondamentale poiche’ rimuovono materiale vegetale morto in grande qantita’. Sono presenti in tutto il Parco e alcune specie possono essere considerate devastanti. Milpali (sand goanna), tiin-tiinpa (lucertola senza zampe), tjirilya (echidna) e altri animali se nutrono.
Minga (formiche) sono anch’esse importanti nel mantenimento degli ecosistemi delle zone aride, in quanto permettono il regolare riciclo degi nutrienti. I loro nidi e canali, inoltre, permettono l’areazione del suolo.
La formica preferita degli Anangu e’ la honey ant (tjala). A fine primavera diventano piene di dolce nettare di fiori, e le donne Anangu le tirano fuori dal terreno. Le mischiano con semi o le mangiano da sole come dolcetti.
I maku (witchety grubs) sono un altro dei cibi preferiti degli Anangu. Questi grossi bruchi bianchi sono larve che crescono dentro le radici dell’ilykuwara (witchetty bush). Le donne Anangu usano i loro wana (bastoni per scavare) per localizzare le radici sfruttando l’eco. I maku raccolti sono messi in piti o infilzati con bastoncini sottili. Possono essere mangiati crudi o cotti su ceneri calde

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